Home page Biospazio.it Informazioni Links Iscriviti Test Argomenti
 Libro 
 

La Dieta Top Energy

Anche come Ebook

 

 Facebook 
 
 

 Test 
 
 

 Annunci Google 
 
 

 Iscriviti 
 

Sei interessato alle medicine complementari? Iscriviti al sito per ricevere la newsletter.

 

 Menu 
 
· Home
· Argomenti
· Test
· Iscriviti
· Links
· Info
 



 
Alimentazione Caffeina come droga

Versione stampabile Segnala ad un amico

Non c'è obbligo di dichiarare le dosi nei prodotti.
-
2014

LM&SDP


Definirla “droga legalizzata” forse appare un po’ esagerato quando la si associa a una semplice tazzina di caffè. Ma, secondo quanto dichiarato da alcuni professori dell’American University di Washington, non lo è affatto.

Chi è solito bere caffè e introdurre dosi abbastanza elevate di caffeina, a detta dei ricercatori, mostra una notevole dipendenza. Ma non è tutto: ridurne il consumo, causerebbe in questi casi vere e proprie manifestazioni da astinenza, a tal punto che neppure quando vi sono condizioni particolari (magari di salute) che indurrebbero a evitarne il consumo si riesce a smettere. Si pensi solo a chi soffre di serie problematiche cardiache o a chi ha problemi di coagulazione, oppure a una semplice gravidanza. Tutte buoni motivazioni per dire addio a una “dose” di caffeina, di cui però difficilmente si riesce a liberarsi. A tutti questi problemi viene persino dato un nome preciso: “Caffeine Use Disorder”.

E’ tuttavia bene anche tener presente che la caffeina non si trova soltanto nel caffè, ma spesso la si assume anche attraverso altri alimenti o bevande come quelle energetiche, quelle a base di Cola, il tè, il cioccolato, il guaranà, con le foglie di Yerba Mate e persino in alcuni farmaci dalle proprietà analgesiche.

«Gli effetti negativi della caffeina non sono spesso riconosciuti come tali, perché si tratta di una droga socialmente accettabile e ampiamente consumata, ben integrata nelle nostre abitudini e routine – spiega Laura Juliano dell’American University e coordinatrice dello studio – E mentre molte persone possono consumare caffeina senza avere danni, per alcuni produce effetti negativi, dipendenza fisica, interferisce con il funzionamento quotidiano e può essere difficile rinunciarci: tutti segni di un uso problematico».

Lo studio, pubblicato sul Journal of Caffeine Research, è stato in grado di riassumere molte delle ultime ricerche che hanno mostrato le prove biologiche inerenti alla dipendenza da caffeina. E’ proprio attraverso tali dati che si è potuto stabilire quanto sia diffusa la dipendenza da caffeina e quali sono i sintomi sia fisici che psicologici che è in grado di innescare nei consumatori abituali.
La Juliano mette in guardia anche dal consumo di tale sostanza in base all’età e alla condizione attuale. Per esempio, ricorda che gli adulti – ovviamente sani – dovrebbero limitare il consumo di caffeina a non più di 400 mg al giorno. In soldoni, si traduce a circa due-tre tazzine di caffè. Però se si assume anche tè (indicativamente un minimo di 60 mg per tazza) o energy drink (indicativamente 80 mg a lattina), ovviamente le tazzine di caffè dovrebbero essere ridotte.

Le donne in gravidanza dovrebbero ridurre di almeno la metà la dose massima raccomandata, quindi dovrebbero far attenzione a non superare i 200 mg al giorno. Chi invece dovrebbe astenersi quasi del tutto sono le persone che soffrono di ipertensione, disturbi cardiocircolatori, insonnia, crisi d’ansia, attacchi di panico e persino incontinenza urinaria.
Bisogna anche dire che la quantità di caffeina varia da caffè a caffè e non è così semplice riconoscerne il contenuto.

«In questo momento, i produttori non sono tenuti a etichettare quantità di caffeina e di altri prodotti come le bevande energetiche. Non vi è alcun regolamento sui limiti della caffeina», continua la Juliano.
Sembra che solo adesso ci stiamo rendendo conto del fatto che l’uso costante e massiccio di caffeina può diventare un grosso problema sociale. Recentemente, infatti, anche l’American Psychiatric Association Caffeine ha ufficialmente riconosciuto il “Caffeine Use Disorder” come vero e proprio problema di salute.

«Il malinteso che c’è tra i professionisti e non è uguale a quello che c’è intorno al fatto che non è difficile rinunciare alla caffeina. Tuttavia, secondo alcuni studi sulla popolazione, oltre il 50 per cento dei normali consumatori di caffeina hanno mostrato di avere difficoltà nello smettere o ridurre il consumo di caffeina. […]Inoltre, la ricerca genetica può aiutarci a comprendere meglio gli effetti della caffeina sulla salute e sulla gravidanza, così come le differenze individuali nel consumo di caffeina e sensibilità», conclude la dott.ssa Juliano.
Insomma, la caffeina nonostante sia alla portata di tutti, non è proprio per tutti.

http://www.lastampa.it/2014/01/30/scienza/benessere/caffeina-la-droga-pi-diffusa-al-mondo-bWOgCsfYltKllleanKcAsK/pagina.html


 
 
 Login 
 
 Nickname
 Password
 Ricordati di me


Non hai ancora un account?
REGISTRATI GRATIS.
Come utente registrato potrai sfruttare tutti i servizi offerti.
 

 Link Correlati 
 
 

© Copyright by Biospazio.it - Site by SCC online