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Ecologia I veleni che respiriamo nelle abitazioni.

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Un lungo ma esaustivo articolo su un problema che ci coinvolge tutti: le muffe.

I materiali sotto accusa sono tanti, tantŔ che nel mondo si sta diffondendo una allergia siglata MCS (multiple chemical sensitivity) di cui in Italia esiste giÓ una associazione A.M.I.C.A (http://www.infoamica.org).

Ora inizierei con l'argomento pi¨ scottante: LE MUFFE

E il veleno pi¨ nocivo per la salute umana. Esse tolgono ossigeno all'aria dando a volte un senso di soffocamento ed in alcuni casi creano a chi ha respirato le relative spore, degli stati febbrili. Inoltre sono responsabili nei casi pi¨ estremi di patologie quali l'asma, ed in passato hanno anche causato tubercolosi agli animali che viveno perennemente nelle semibuie stalle.
Le loro pericolose spore entrano nelle narici ed arrivano nei bronchi. I sintomi di riflesso sono quindi narici alternativamente chiuse con muco abbondante al mattino e dolore ai bronchi.
Ma Voi vi chiederete: Ŕ possibile che oggi nelle moderne costruzioni si formino queste condizioni?
Certamente si, e diciamo che ne esistono di 2 tipi:Le muffe visibili e quelle invisibili.
Quelle visibili si notano immediatamente per esempio sul retro del battiscopa in legno non trattato con antimuffe, o dietro un armadio sulla parete murale che per la troppa vicinanza del mobile manca della dovuta aereazione, oppure dietro una tapezzeria di carta murale o dietro un quadro, nonchŔ negli angoli superiori del bagno e della cucina o ancora dietro una cornice in gesso.

Le muffe invisibili invece possono trovarsi nei cavi elettrici che passano sotto il pavimento e sopratutto se questo ha subito un allagamento per rottura tubazioni idrauliche oppure pi¨ comunemente si trovano sotto le vernicitura (tinteggiatura) delle pareti.

Pensate alla vastita di metri quadrati di verniciatura e vi renderete conto della pericolositÓ all'esposizione, ne siete semplicemente circondati!

Le muffe hanno bisogno di poca luce, poca ventilazione e molta umiditÓ e micro cellule dove annidiarsi tipiche appunto dell'intonaco e del legno ma mai potranno annidiarsi nel vetro, metallo o piastrelle di ceramica.

Casi di attachi batterci di muffe li ho riscontrati in persone che si dedicano alla sabbiature sopratutto nelle vecchie cantine, mentre casi pi¨ seri fino a malattie asmatiche in persone che hanno traslocato in vecchi fabbricati con grossi muri in mattoni pieni ed umidi. Infine sembrerebbe irreale ma pi¨ del 15% della popolazione di Cuba soffre anch'essa di asma!!! Ci˛ penso sia ascrivibile all'uso costruttivo di muri abitativi e portanti in prismi (blocchi di calcestruzzo prefabbricati).che presentano cavitÓ interne dove immancabilmente l'aria vi ristagna.

Infine sottolineo un caso di un mio cliente che mi ha fatto riflettere:costruita l'abitazione ha proceduto a verniciare i muri esterni previo un potente sottofondo al nitro. Ebbene all'improvviso si Ŕ visto trasudare dalle pareti interne abbondanti gocce d'umiditÓ,inquanto da quel momento la casa non ha pi¨ avuto possibilitÓ di dispersioni esterne.

E ancora un mio esperimento:un paio di ciabatte di cuoio (quindi materiale di origine animale) poste in un umido garage al chiuso, dopo poco tempo erano ricoperte di una rutilante muffa verde.

Pensate quindi ai vostri bronchi e polmoni, nonchŔ a quella strana abitudine di alcuni italiani che per non sporcare il piano soprastante o che altro,vivono nei piani seminterrati a contatto con muri di calcestruzzo a loro volta posti sotto il piano stradale.

Per colui che crede che la sua casa sia ospite di muffe visibili o invisibili e ne percepisce attraverso la respirazione il disagio una prova pratica Ŕ quella di chiudersi nel bagno le cui pareti sono piastrellete: sentirÓ immediatamente una respirazione benefica.

Infine una piccola nota: i romani probabilmente captata la potenziale pericolositÓ dei muri interni, ultimavano l'intonaco delle pareti con gesso e calce su cui stendevano il colore ed infine aspettando la fine della primavera , ossia quando il muro era al culmine della secchezza, vi stendevano sopra la cera d'api che fungeva da impermeabile (l'umiditÓ usciva dalle pareti dei muri rivolti all'esterno), nonchŔ da antibatterico naturale emando anche un dolce profumo di fiori.

Rinaldo Acerbi
acerbirinaldo@libero.it
tel 0309547590


 
 
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