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Editoriali I parametri che definiscono la nostra liberta’

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La nostra libertà è grande, ma l'ambiente?  

Articolo di Ulisse

Il concetto di libertà si è
modificato negli anni. Una volta si lavorava sette giorni su sette, si
andava tutti a messa obbligatoriamente e sul lavoro ci si portava il
carbone per riscaldarsi a proprie spese. Un contadino dell’altro
secolo camminava per 17 km al dì, e sua moglie 15.


Adesso lavoriamo 40 ore la settimana e
andiamo in vacanza in tutto il mondo.


Ma il risultato non cambia:


La sola nostra presenza sulla terra implica un consumo di
risorse, sia che stiamo lavorando, sia che stiamo riposando o
divertendoci.


 


Per milioni d’anni la nostra specie si è mantenuta in
equilibrio con l’ambiente e le risorse disponibili. Andavamo a caccia
e sfruttavamo i frutti che crescevano spontaneamente dalla terra. Quando
un territorio era “esausto” tutta la tribù si spostava altrove. I
territori migliori erano occupati da tribù diverse e l’esaurimento di
un territorio portava ad invasioni di zone occupate da altri. La cosa
era sempre spiacevole e scatenava guerre furibonde. Il numero degli
sfruttatori di risorse calava e tutto ricominciava.


Il grande cambiamento arrivò con l’agricoltura: le tribù
divennero stanziali e cominciò lo sfruttamento intensivo. L’arrivo
dell’industrializzazione ha accelerato questo processo e l’idea di
sviluppo in equilibrio con l’ambiente non ci ha più sfiorato la
mente.


 


Però il mondo si è evoluto in cinque
miliardi d’anni. Evoluzione tra l’altro significa complessità ed
equilibrio. Complessità significa un enorme numero di variabili che
concorrono all’omeostasi. Le variabili sono gli aspetti
dell’ambiente che concorrono a determinarlo (luminosità, umidità,
irraggiamento, percentuale d’ossigeno, quantità di flora o fauna, e
altri milioni di fattori)


Ogni spostamento del cursore che regola
una di queste variabili (c’è sempre un minimo, un massimo, e infinite
posizioni intermedie) da come risultato un riassetto automatico di tutte
le altre. Purtroppo non si sa né come né quando ciò avviene: può
avvenire quando si supera un valore soglia, oppure per fattori
d’accumulo, oppure una variabile segue dei cicli in parte sconosciuti,
ecc.


Inoltre non sappiamo in che direzione
andrà il riaggiustamento. E’ come un gigantesco gioco dello Shangai:
spostando un bastoncino in bilico non si sa come si muoveranno gli
altri.


I saggi dei Maja col loro
calendario e i medici Cinesi con l’Agopuntura hanno studiato la cosa e
sono diventati dei maestri nel capire le variabili del mondo, ma siccome
non comandano loro, neanche nei loro stati, nessuno li ascolta.



 
 
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