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Libri La Zona

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E' uscito un libro sulla nutrizione con spunti
interessanti ma anche con molti errori...

di
Luciano Rizzo

Nel
libro “Come raggiungere la zona” (Sperling & Kupfer) Sears e
Lawren affrontano il tema della sfida all’obesità lanciata negli USA
negli anni Ottanta. All’epoca ci si accorse che la percentuale di
soggetti obesi toccava il 25% della popolazione e che questo portava a
problemi cardiovascolari enormi. La dieta consigliata per risolvere il
problema era povera in proteine e grassi, ricca di carboidrati, frutta e
verdura. I risultati furono disastrosi: l’obesità passò dal 25% al
32%.

Gli
autori, suffragati da buone basi scientifiche, propongono invece le
seguenti soluzioni:

-        
occorre bilanciare l’apporto di proteine e carboidrati in tutti
i pasti

-        
li rapporto proteine carboidrati deve essere 0,75 ad ogni pasto

-        
è bene non superare le 500 calorie a pasto

-        
è meglio assumere le proteine da carni bianche, uova, pesce

-        
è vitale mangiare solo carboidrati a basso indice glicemico

-        
bisogna consumare grassi d’origine vegetale, preferibilmente
crudi

-        
il 30% delle calorie vanno assunto a colazione

-        
è più energetico mangiare ogni 5 ore circa

-        
se avete voglia di dolci dopo 2-3 ore dal pasto avete mangiato
troppi carboidrati

 


Questi
principi ci trovano in linea di massima d’accordo, ma abbiamo alcune
considerazioni:

 


Riteniamo
in parte inesatta la tabella degli indici glicemici (comunque
interessante), soprattutto per quanto riguarda i cereali integrali, che
sono dati ad un indice glicemico tra 80 e 100, mentre la pasta è data
sotto gli 80 (crediamo che queste posizioni vadano ribaltate perché i
cereali con più fibra hanno un indice glicemico più basso).

Al
mattino può essere più utile mangiare inizialmente solo frutta, per
favorire la disintossicazione degli emuntori.

Ci
sembra assai difficoltoso e stressante per il rene introdurre grandi
quantità di proteine ad ogni pasto, come consigliato nel libro. Più
opportuno riteniamo sia effettuare pasti “a prevalenza” di
carboidrati o proteine, anche per favorire la digestione.

 


Anche
per gli autori è importante introdurre frutta o verdura ad ogni pasto:
la presenza delle vitamine antiossidanti è fondamentale per la
produzione degli eicosanoidi, ormoni che regolano l'equilibrio delle
prostaglandine pro ed anti infiammatorie.

Interessante
è il concetto di evitare le supplementazioni di vitamine o minerali
poiché un eccesso di antiossidanti impedisce la produzione di
eicosanoidi. Non si tiene però conto che metà degli intestini del
mondo occidentale ha problemi intestinali.Si hanno quindi una sindrome
da malassorbimento e carenze sublicliniche di micronutrienti. D’altro
canto le vitamine A, C, E sono preziosi antiinvecchiamento e non devono
essere mai carenti, come accade cronicamente per i fumatori o per chi
soggiorna anche solo mezz’ ora in un locale fumoso.

 


Nel
libro è ben spiegato il concetto di indice glicemico eccessivo per
certi cibi e di stress pancreatico. E’ un concetto ripreso anche dal
centro IARC di Lione, che lo collega alla comparsa di tumori
nell’Europa meridionale. Viene spiegato che geneticamente il 75% della
popolazione ha una risposta insulinica eccessiva all’introduzione di
carboidrati. Riteniamo che non si tratti di risposta abnorme, ma
semplicemente di alimentazione scorretta, cattivo funzionamento
dell’apparato digerente e, probabilmente, eccesso di stress nella
popolazione.

 


Nel
considerare le proteine non vanno dimenticate quelle vegetali. Quelle
dei legumi assumono perciò particolare importanza (aiutano a
basicizzare l’organismo), e, infatti, altri autori consigliano di
assumerle almeno 4 volte a settimana. Vanno assunte in quantità di 1,1
gr. per kg. di massa magra per le persone sedentarie, ma si arriva fino
a 2,2 gr. per chi si allena intensamente.

 


Un
capitolo molto importante riguarda l’aspirina. Il suo funzionamento
colpisce sia le prostaglandine buone sia quelle cattive in modo
indifferenziato, bloccandole. Ciò porta ad una depressione del sistema
immunitario che, per trattamenti prolungati, diventa cronica. In tal
caso l’acido arachidonico, che insieme alla vitamina F e ai grassi
omega 6  costruisce gli
eicosanoidi, si trasforma in leucotrieni (mediatori delle allergie).
L’effetto ci rende più sensibili alle sostanze allergizzanti.

Il
cortisone viene definito una superaspirina, che ha la capacità di
bloccare non solo le prostaglandine, ma anche tutti gli eicosanoidi.

Sono
dati in totale accordo con i principi dell’omotossicologia, ed è
interessante vedere che anche autori provenienti da altre branche
scientifiche convergono sui risultati della medicina naturale.

 


Per
finire abbiamo dei dubbi sul concetto che l’energia dopo un pasto duri
dalle 4 alle 6 ore. Abbiamo esempi di persone che invece di 3 pasti ne
effettuano solo 2, e sono molto energetici. Chi ha un cane sa che lo si
deve far mangiare una volta al dì, eppure vive benissimo. Esiste una
piccola percentuale della popolazione effettua un pasto principale al
giorno, mantenendosi lo stesso in buona salute.

Pochi
pasti al giorno favoriscono il riposo ed il drenaggio degli organi
emuntori. D’altro canto molto dipende dallo stile di vita che si
adotta.

 


In
sostanza un libro ricco di spunti interessanti, da non prendere come oro
colato ma da integrare con la propria esperienza.

 
 
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