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Fisiologia Per apprendere meglio

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Un paio di trucchi aiutano
-
2017

Un breve sonno, un po’ di studio, un altro pisolino. È il ritmo non dello studente pigro, ma di chi ricorderà meglio la lezione. Il sonno è infatti un facilitatore del consolidamento della memoria, come spiega Susanne Diekelmann, neurobiologa dell’Università di Tubingen, in Germania, in un articolo pubblicato su Frontiers in System Neuroscience. Due sono le teorie che spiegano questa funzione del sonno: le nuove acquisizioni sono riattivate e riorganizzate durante il sonno, così che risultano potenziate; tutte le connessioni sinaptiche sono depotenziate mentre si dorme, tranne quelle dovute alle nuove acquisizioni, così che queste risultano in qualche modo «spiccare» sulle altre. Adesso la ricerca si sta orientando verso lo studio di possibili manipolazioni della riattivazione dei ricordi durante il sonno, attraverso l’uso degli odori o di stimoli acustici di richiamo della memoria.
Il disegno «fissa» le lezioni più del computer
Se un testo è accompagnato da foto e disegni è più facile impararlo e l’utilizzo degli strumenti multimediali consente di associare utilmente testo e immagini, ma resta centrale il livello di attenzione dello studente: «Nella nostra pratica di insegnamento abbiamo notato che gli studenti, mentre utilizzavano immagini interattive computerizzate di tessuti biologici, non le osservavano con attenzione — ha dichiarato un gruppo di ricercatori olandesi, guidati da Monique Balemans, in un articolo su Anatomical Sciences Education. Così si è deciso di tornare alle vecchie maniere, chiedendo agli studenti di disegnare le immagini. Una verifica a una, quattro e sei settimane di distanza ha consentito di verificare che gli studenti che avevano disegnato le immagini mostravano un tasso più elevato di ritenzione dell’apprendimento, rispetto a chi aveva solo osservato le immagini».


 
 
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