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Alimentazione Alcool ai pasti?

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Decisamente dannoso
-
2015

Pronunci la parola dieta e subito tutti a pensare alle calorie di un piatto di lasagne o di una porzione di pollo al forno. E alle rinunce da fare per poter dimagrire.
Ma quanti pensano anche alle calorie di aperitivi, drink, vino e birra?
Pochi, talmente tanto pochi che negli Stati Uniti, ossessionati dalle dimensioni in aumento dei propri cittadini, la FDA, l'ente governativo che disciplina cibo e farmaci, ha chiesto alle catene di ristoranti di indicare sui propri menù il numero di calorie di tutte le bevande. Iniziare il pasto con un drink, infatti, ha un impatto calorico che può essere molto elevato.
Calorie che i nutrizionisti definiscono vuote, perché prive di ogni nutriente.
Da un punto di vista calorico - infatti - ci sono 7 kcalorie in 1 grammo di alcol, il valore più alto dopo i grassi che ne hanno 9 per grammo; mentre un grammo di carboidrati e proteine ne vale 4.
Anche in Europa il dibattito è aperto e, dalle pagine del British Medical Journal, Fiona Sim, presidente della Royal Society for Public Health, chiede di rompere gli indugi e rendere obbligatoria l'etichetta nutrizionale anche per gli alcolici. Il Parlamento europeo, ad aprile, ha chiesto alla Commissione di presentare una proposta per introdurre un' etichettatura sul contenuto calorico delle bevande alcoliche, uguale in tutti i paesi, con avvertimenti sui rischi per la guida e la gravidanza. Time limit 2016.
Lo scopo è anche quello di tutelare i più giovani che, a tutte le latitudini ormai, si avvicinano all' alcol in contesti e con modalità rischiose. I produttori di birra - con la loro associazione Brewers of Europe - si sono già autoregolati. «Abbiamo deciso a livello volontario per una etichetta in linea con ciò che chiede l' Europa - premette Filippo Terzaghi, direttore Assobirra - le etichette sono già pronte ma molte aziende stanno smaltendo quelle vecchie. Le prime bottiglie con le nuove etichette le avremo a metà 2016». La decisione è importante, se è vero, come sostiene Fiona Sim, che il dieci per cento delle calorie giornaliere di chi beve usualmente proviene dalle bevande alcoliche. E che la stragrande maggioranza - circa l' 80 per cento - non conosce l'apporto calorico delle bevande. «Le calorie bevute - ragiona Andrea Ghiselli, dirigente di ricerca Crea-Nut - non sono percepite come quelle mangiate. E questo vale sia per gli alcolici che per le bevande zuccherate. Gli alcolici, in più, vanno bevuti con prudenza poiché nessuna quantità è sicura, e per questo si definisce consumo a basso rischio quello di due unità alcoliche per l' uomo e una per le donne». Una unità alcolica contiene 12 grammi di alcol e corrisponde ad un bicchiere di vino da 125 ml , oppure una lattina di birra da 330 ml o 40 ml di superalcolico.
Giusto per fare qualche esempio, basta una cena conviviale a casa di amici, con un prosecco di aperitivo e due bicchieri di vino a pasto per assumere circa 300 calorie. «Che equivalgono - continua Ghiselli - a una abbondante mezza porzione di pasta al pomodoro (50 grammi cruda), o un terzo di pizza margherita o 220 grammi di costata di vitellone, o ancora una fetta di panettone. Mentre, per esempio, una lattina di birra - circa 120-150 Kcalorieequivale a una merendina o uno yogurt alla frutta. Ovviamente se si deve dimagrire le calorie che non apportano nutrienti sono le prima a dover essere tagliate: quindi alcolici, bevande zuccherate, e zucchero aggiunto in té o caffé». Un discorso importante - che non si sa se sarà recepito dalle etichette - è il concetto di porzione. Indicare genericamente le calorie per 100 ml non è sufficiente: se si sta bevendo una lattina da 330 ml le calorie vanno calcolate su quella. E su una bottiglia di vino dovrebbe esserci scritto sia quante calorie ci sono in una porzione da 125 ml che quante porzioni ci sono nell' intera bottiglia. L' obiettivo dovrebbe essere quello di aumentare la consapevolezza dei consumatori. «L' alcol è un tossico per il nostro organismo - premette Michelangelo Giampietro, specialista in Scienze dell' Alimentazione - e sopra i sedici gradi alcolici qualunque cosa ha un impatto negativo notevole. Quindi non si può consigliare di consumare alcolici. Detto questo, ci sono differenze: vino e birra, per esempio, hanno anche qualche qualità nutrizionale, e un consumo moderato e in circostanze conviviali è tollerato. A patto che si beva a stomaco pieno, che non ci si metta alla guida, che non si beva subito prima o dopo lo sport, perché ha un effetto disidratante. Ovviamente l' alcol è sconsigliato a donne in gravidanza e adolescenti. Questi ultimi, in particolare, non hanno ancora sviluppato le vie metaboliche per smaltire l' etanolo e l' acetaldeide, sostanza particolarmente tossica, prima tappa del metabolismo dell' etanolo. L' alcol, inoltre, così come il fruttosio in eccesso, provoca anche aumento della trigliceridemia e per questo andrebbe evitato in chi ha trigliceridi alti e acido urico elevato».

Autore: E. Naselli
Fonte : La Repubblica, 10/11/2015


 
 
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