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Psicologia Stress ed empatia

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Lo stress riduce la capacità empatica -
2015


A ogni risata il suo circuito cerebrale
emozionicomportamento
La riduzione dello stress che si prova aumenta l'empata nei confronti del dolore fisico provato da un estraneo, e questo vale tanto per il topo quanto per l'essere umano. A dimostrarlo è un gruppo di ricercatori della McGill University a Montreal, della Stanford University e dell'Haverford College, che descrivono il loro studio in un articolo pubblicato su “Current Biology”.

Riducendo lo stress aumenta l'empatia
La sola presenza di un estraneo può essere fonte di stress (© Anna Peisl/Corbis)
E' noto che tanto gli esseri umani quanto i topi sono in grado di percepire ed essere turbati dal dolore altrui, soprattutto quando il dolore coinvolge qualcuno di conosciuto. Altrettanto dimostrato è che, in presenza di un estraneo, i livelli di stress aumentano in entrambe le specie

Per verificare se esiste un collegamento diretto tra stress ed empatia, Jeffrey S. Mogil e colleghi hanno somministrato ad alcuni topi una sostanza, il metirapone, che inibisce la sintesi del cortisolo (il principale ormone dello stress), per poi osservare la loro risposta al dolore di altri topi. I roditori hanno iniziato a reagire al dolore di topi estranei con un comportamento solitamente riservato ai topi con i quali hanno un rapporto di cura. Nei topi e nei ratti i comportamenti di cura nei confronti dei conspecifici appartenenti alla propria cerchia sono ben documentati: se per esempio un ratto resta intrappolato in una gabbia, “parenti e amici” gli portano del cibo.

Al contrario, stimolando lo stato di stress, i topi manifestavano un comportamento meno empatico anche verso consimili meglio conosciuti.

Successivamente i ricercatori hanno testato la sensibilità empatica di un gruppo di volontari, che dovevano valutare su una scala da uno a dieci il livello di dolore provato da un altro sogetto. Il test veniva filmato per tenere conto anche del grado di partecipazione svelato dalle espressioni facciali involontarie del valutatore. Anche in questo caso l'empatia espressa è risultata inferiore quando i soggetti non si conoscevano; ma se all'osservatore veniva somministrato il metirapone, il suo livello di empatia aumentava sensibilmente.

L'esperimento è stato poi ripetuto facendo però precedere al test un'esperienza piacevole in cui i partecipanti (estranei gli uni agli altri) erano impegnati in un gioco. E' risultato che quando il gioco prevedeva la collaborazione fra i due, l'osservatore mostrava una maggiore sensibilità per il dolore di quello che era stato il suo compagno.

"E' abbastanza interessante che questo fenomeno sia identico nei topi e nell'uomo", ha detto Mogil. "Suffraga l'idea che i topi siano capaci di fenomeni sociali più complessi di quanto comunemente si crede. Ma suggerisce anche che i fenomeni sociali umani possano forse essere più semplici di quanto comunemente si pensa, almeno per quanto riguarda i loro principi organizzativi. Si tratta di un tema che emerge da molte ricerche attualmente in corso nel mio laboratorio: per quanto riguarda il comportamento sociale, 'anche i topi sono persone'."



 
 
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