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Alimentazione - Il problema della pizza.

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Siamo abituati a mangiare questo piatto
gustoso senza valutare se è positivo o negativo per la nostra salute.

Di
Luciano Rizzo

Qual è il più
tipico piatto di cucina italiana conosciuto all’estero? La pizza.
Questa pietanza viene decantata come un piatto gustoso, nutriente
e saporito. E' il miglior esponente di
quella cucina mediterranea considerata ideale per la salute dai nostri
dietologi.


Vi spieghiamo perché
non siamo d’accordo con questa opinione.


Partiamo dalla
cottura. Notiamo che spesso al centro la pizza è sottile e compatta,
mentre sui lati la pasta è molto gonfia, porosa. Odorandola sentiamo il
tipico odore di lievito, soprattutto al centro. Da esso si deduce che la
pietanza al centro non è cotta. Ciò succede perché le verdure e la
salsa vengono cucinate insieme alla pasta. Essendo queste molto acquose,
a contatto col forno lasciano evaporare l’acqua. Il vapore è un
grande conduttore di calore e si porta via tutto il calore destinato 
alla cottura della pasta. Per capire meglio il concetto prendete
un bicchiere di plastica e metteteci sotto un cerino. Il bicchiere
prenderà fuoco immediatamente. Fate adesso la stessa cosa con un altro
bicchiere pieno d’acqua. Esso non brucerà finchè tutta l’acqua non
sarà evaporata.


In pratica in otto
pizzerie su dieci la pasta non è cotta (dovrebbe essere croccante, per
distruggere tutti i lieviti). Ciò significa che questi microrganismi
arrivano nel nostro apparato digerente e si moltiplicano, producendo gas
e tossine. Queste ultime sono responsabili della sete che accusiamo
subito dopo aver mangiato questo piatto: il corpo cerca di diluire un
carico tossinico improvviso con dell’acqua. I gas sono responsabili
dei dolori o del gonfiore postprandiale. 


Ci sono altri aspetti
da valutare. Ad esempio spesso la cottura di una pizza non è uniforme:
abbiamo delle zone bruciacchiate: si creano dei composti notoriamente
tossici per il nostro organismo.


A nostro parere per
una pietanza ideale sarebbe opportuno cucinare prima la pasta e
successivamente porci sopra il condimento, rimettendo il piatto in forno
per la cottura di quest’ultimo. 


Interessante è anche
valutare gli in gradienti. Grano, latticini, lieviti, pomodoro, sono i
quattro cibi più frequentemente imputati di intolleranze alimentari in
Italia. E sono riuniti nel piatto più mangiato dagli italiani. Che ci
sia una correlazione?

 
 
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