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Alimentazione Frutti di mare pericolosi

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Insieme ai corostacei, possono fare danni ai reni.
-
2014

LM&SDP
Si sa, con i frutti di mare è bene starci attenti. Acquistarli sempre freschissimi ed evitare di mangiarli crudi per non incappare in seri problemi epatici. Questo è ciò che si sapeva fino a ieri, ma oggi si ritiene che la minaccia sia ancora un’altra: l’acido domoico. Si tratta di una tossina naturalmente presente nei frutti di mare che potrebbe danneggiare i reni. Il danno, tra l’altro, sembra si presenti anche in concentrazioni di gran lunga inferiori a quelle dichiarate di “sicurezza” per gli esseri umani. Ciò significa che dovrebbe essere rivisto il limite delle sostanze presenti nei pesci o simili.

L’acido preso in considerazione in questo studio è una vera e propria neurotossina che si ritiene danneggi il cervello umano quando assunto in concentrazioni elevate. E’ simile al glutammato e funge da neurotrasmettitore cerebrale. La tossicità di tale sostanza viene conosciuta con il nome di avvelenamento amnesico da molluschi (Amnesic Shellfish Poisoning).
Non a caso, anche l’FDA (Food and Drug Administration) impone precisi limiti di consumo per gli esseri umani. L’acido domoico viene prodotto generalmente dalle alghe, ma si accumula soprattutto nei frutti di mare, nei crostacei, nelle acciughe (o alici) e nelle sardine.

Recenti esperimenti condotti su modello animale hanno dimostrato che l’acido domoico crea in breve tempo danni renali nei roditori, anche a concentrazioni bassissime.
«Abbiamo esaminato ulteriormente concentrazioni sempre più basse di acido domoico e in realtà ha causato danni ai reni a dosi cento volte inferiori rispetto a quelli che provoca nel cervello», spiega il dottor P. Darwin Bell, coordinatore dello studio. «L’FDA imposta il limite di acido domoico, che può essere consumato dagli esseri umani nella dose di 20 parti per milione (ppm). Le autorità affermano che al di sotto di questo non causa alcun danno neurologico, ma il rene è interessato a dosi cento volte inferiori. Il rene è l’organo che aiuta a eliminare l’acido domoico», continua Bell.

Questo significa che i reni sono esposti a un grande rischio di accumulare la tossina e subire così danni permanenti.
«Anche se non abbiamo controllato direttamente, è molto probabile che le persone che hanno una malattia renale cronica, i bambini molto piccoli o gli anziani possono essere più sensibili all’acido domoico degli individui sani», conclude Bell.

Il problema sussiste anche perché, a differenza di altre tossine, l’acido domoico non è sensibile alle alte temperature, per cui permane anche dopo la cottura. Quando si hanno problemi a livello renale, quindi, potrebbe essere utile eliminare o ridurre tali cibi dall’alimentazione.
Lo studio, recentemente pubblicato sul Journal of American Society of Nephrology,
non vuole assolutamente creare inutili allarmismi circa il consumo di tali prodotti per gli individui sani. Pesci e frutti di mare, infatti, sono anche particolarmente benefici per la salute, ritengono gli esperti. I crostacei, per esempio, riescono a mantenere buoni i livelli di colesterolo, riducono il rischio di trombosi, riducono i sintomi dell’artrite eccetera.
Indubbiamente ulteriori studi saranno necessari; nel frattempo, in caso di dubbi, non resta altro che chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.

http://www.lastampa.it/2014/02/17/scienza/benessere/alimentazione/frutti-del-mare-e-rischio-di-danni-a-reni-e-cervello-XGtptWow7kV4p5AJpvdjnI/pagina.html


 
 
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