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Alimentazione Dieta e carboidrati

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Meglio quelli a basso indice glicemico

-
2013

Una dieta a basso carico glicemico, come la dieta mediterranea, può ridurre l’incidenza di diabete di tipo 2. Lo dimostra uno studio del Dipartimento di Epidemiologia dell’Istituto Mario Negri di Milano diretto da Carlo La Vecchia. Gli autori della ricerca, pubblicata su Diabetologia, hanno analizzato i dati di 22.295 cittadini greci partecipanti allo studio Una dieta a basso carico glicemico, come la dieta mediterranea, può ridurre l'incidenza di diabete di tipo 2. Lo dimostra uno studio del Dipartimento di Epidemiologia dell'Istituto Mario Negri di Milano diretto da Carlo La Vecchia. Gli autori della ricerca, pubblicata su Diabetologia, hanno analizzato i dati di 22.295 cittadini greci partecipanti allo studio "European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition", tuttora in corso. Fra queste persone, seguite per 11 anni, si sono verificati 2.330 casi di diabete tipo 2. Le informazioni sui loro consumi alimentari hanno permesso di definire per ogni soggetto un punteggio da 0 a 10 sull'aderenza alla dieta mediterranea (DM) e un altro per misurare i carboidrati disponibili nella dieta in termini di carico glicemico (GL).
I NUMERI - Incrociando i dati è emerso che coloro che hanno un indice DM sopra 6 hanno un rischio di diabete ridotto del 12% rispetto a chi ha meno di 4; chi è nel livello più alto di GL ha un rischio aumentato del 21% rispetto a chi è nel livello più basso. Ma una dieta che combina aderenza alla DM e carboidrati 'light' o a basso GL riduce il rischio di diabete del 20%. «Il ruolo della dieta mediterranea nel controllo del peso è controverso - dice Marta Rossi, primo autore del lavoro - e l'aderenza alla DM non è associata a variazione di peso. Ciò suggerisce che la protezione della dieta mediterranea contro il diabete non avviene tramite il controllo del peso, ma con altri fattori dietetici».

OLIO DI OLIVA - «Una peculiarità della dieta mediterranea - aggiunge Federica Turati del Mario Negri - e una possibile spiegazione del suo effetto protettivo è l'olio extravergine di oliva, ricco di grassi monoinsaturi e povero di grassi saturi». Quanto ai carboidrati, La Vecchia spiega che «una dieta con un alto carico glicemico porta rapidi aumenti di glucosio e conseguenti aumenti di insulina nel sangue. L'aumentata richiesta di insulina porta a lungo andare a un progressivo declino funzionale delle cellule beta del pancreas e di conseguenza a un'alterata tolleranza al glucosio e a una maggiore resistenza all'insulina, fattore predittivo del diabete».

CARBOIDRATI - Il minor rischio di diabete, quindi, si ha certamente seguendo la dieta mediterranea, ma utilizzando anche carboidrati a basso indice glicemico. Fra i carboidrati ad alto indice glicemico: glucosio, pane bianco, cereali, uva, riso. A moderato indice: pane integrale, pasta, arance, cereali integrali. A basso indice: fruttosio, yogurt, piselli, mele, fagioli, noci, riso parboiled.

http://www.corriere.it/salute/nutrizione/13_ottobre_02/dieta-mediterranea-diabete_3e4c2eb6-2aae-11e3-b898-f13adc0c04f6.shtml


 
 
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