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Tumori Asportare il seno per prevenire i tumori è utile?

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Pare di no.
-
2013

LM&SDP
Ricordate la discussa notizia di qualche tempo fa in cui si riportava come la star di Hollywood, Angelina Jolie, si fosse fatta asportare il seno come azione preventiva nei confronti del carcinoma mammario? Sull’onda di questo gesto eclatante, sono state in molte le donne ad aver espresso la volontà di seguirne le orme, anche se alla fine non vi sono certezze che questa procedura protegga effettivamente dal rischio.

Diversa, ma, se vogliamo, per alcuni versi simile è la pratica di asportare il seno ancora sano quando si sia già asportata la mammella affetta dal cancro. Anche questa procedura si attua nell’intenzione di prevenire un possibile sviluppo del tumore nella parte sana del seno o in altri siti dell’organismo.
Ad aver esplorato lo stato delle cose in questo tipo di pratica è un nuovo studio a cura del Dana-Farber Cancer Institute, in cui si è scoperto che sono molte le pazienti a optare per la procedura conosciuta come “mastectomia profilattica controlaterale”, o CPM, nonostante sappiano che sarà improbabile possa migliorare la loro possibilità di sopravvivenza.

«Una percentuale sempre maggiore di donne trattate per cancro al seno in fase iniziale hanno scelto di ottenere la CPM – spiega l’autrice principale dello studio, dottoressa Shoshana Rosenberg del Susan F. Smith Center per i Tumori Femminili del Dana-Farber – E la tendenza è particolarmente evidente tra le donne più giovani».

Lo studio, pubblicato sull’Annals of Internal Medicine, mette in evidenza come siano molte le pazienti che decidono di adottare questa pratica, sebbene siano coscienti anche dei rischi che porta con sé.
«Migliorare la comunicazione di tali rischi e benefici, insieme a una migliore gestione dell’ansia che accompagna la diagnosi, e al fornire alle pazienti il sostegno di cui hanno bisogno per prendere decisioni sulla base di solide prove, sono passaggi utili», sostiene Rosenberg.

L’indagine ha visto il coinvolgimento di 123 giovani donne, la cui maggiore età era 40 anni, che erano state sottoposte a una mastectomia bilaterale (ossia l’asportazione di entrambe le mammelle) pur avendo sviluppato il cancro in uno solo dei due seni.
I ricercatori hanno voluto comprendere le ragioni per cui queste donne si sono sottoposte all’intervento, se erano a conoscenza dei rischi e dei benefici e quale fosse la soddisfazione circa l’esito.
Come supposto, quasi tutte le donne hanno dichiarato di essersi sottoposte alla procedura con il desiderio di migliorare le loro possibilità di sopravvivenza e di prevenire la diffusione del cancro in altre parti del corpo. Questo, nonostante la maggioranza delle pazienti fosse a conoscenza che la CPM non accresce la sopravvivenza per le donne che non hanno una predisposizione genetica ereditaria al cancro del seno. Un’apparente contraddizione che i ricercatori spiegano con una risposta ansiosa alla paura di una recidiva che attanaglia la maggioranza delle donne in queste condizioni. La paura sarebbe dunque l’elemento che può influenzare questa decisione nelle donne con cancro del seno.

Sebbene il reale rischio di una recidiva entro i canonici 5 anni sia stimato in circa il 2-4%, le donne che non hanno ereditato un rischio genetico tendono a sovrastimare questa possibilità, riporta lo studio. Accade così che molte donne tendano per contro a sottovalutare la gravità dei possibili effetti collaterali della CPM. Tra questi, anche il lato estetico che, per molte delle partecipanti, è stato giudicato peggiore di quanto si aspettassero. Il 42% delle partecipanti, poi, ha riferito che ne ha risentito in negativo anche la sessualità.

«I nostri risultati sottolineano quanto sia importante per le donne che i medici comunichino bene i rischi e i benefici della CPM. Dobbiamo essere sicuri che le donne stiano facendo scelte consapevoli, che siano supportate nelle decisioni, sulla base di una comprensione accurata dei pro e dei contro della procedura, e in un ambiente dove l’ansia e le preoccupazioni possono essere affrontate», conclude Rosenberg.

http://www.lastampa.it/2013/09/18/scienza/benessere/medicina/asportare-il-seno-come-prevenzione-del-cancro-una-procedura-sovrastimata-9r0WKrQ0cDGaLX5xvpwNoJ/pagina.html


 
 
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