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Fisiologia Acqua e cervello

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Ne basta un bicchiere per pensare meglio
-
2013

LM&SDP
L’acqua è l’elemento più presente sul nostro pianeta, così come lo è nel nostro corpo – a riprova del detto: “come in grande così in piccolo”, ed è un elemento essenziale per la vita nelle sue più diverse forme.

L’acqua se è quindi indispensabile per la vita – e lo è pche per una migliore salute del cervello. Bere infatti da uno a tre bicchieri d’acqua è stato dimostrato migliorare almeno del 14% le performance cognitive e mentali.

A sostenere l’efficacia del semplice bere acqua nelle prestazioni mentali è un recente studio pubblicato su Frontiers in Human Neuroscience, e condotto dai ricercatori della School of Psychology dell’Università di East London in Inghilterra.
I ricercatori hanno sottoposto a una serie di test cognitivi un gruppo di 34 volontari che sono stati invitati a non bere acqua o altre bevande, e a non assumere cibo, a partire dalle ore 21.00 della sera precedente. Questi sono poi stati fatti partecipare ai test il giorno seguente.

Prima di essere sottoposti alle prove, il primo giorno i partecipanti hanno potuto fare colazione con una barretta di cereali e acqua (circa 775 ml), mentre il secondo giorno hanno soltanto assunto la barretta di cereali senza l’acqua.
Per la prova di reazione, i partecipanti dovevano premere un pulsante non appena vedevano apparire un oggetto su uno schermo di computer. I tempi di reazione misurati hanno mostrato che erano il 14% più veloci quando il gruppo aveva assunto l’acqua, rispetto a quando non l’avevano bevuta.

Secondo i ricercatori una delle ipotesi per cui chi aveva bevuto faceva meglio nei test è che l’aver sete può richiedere attenzione, per cui il cervello e la mente possono essere distratti nei loro compiti e rallentare il tempo di risposta agli stimoli.
«Potrebbe essere che i processi fisiologici [del bere acqua o no] influiscono sulle prestazioni nei diversi compiti in modi altrettanto diversi – ha spiegato la dottoressa Caroline Edmonds – La sete potrebbe portare a una migliore performance su alcuni compiti, perché l’ormone vasopressina, che attiva la risposta della sete, è stato anche legato all’attenzione e l’eccitazione».

Questa è dunque l’ipotesi dei ricercatori. Ma, aggiungiamo noi, non potrebbe anche essere che l’acqua è un componente fondamentale del cervello e delle sue funzioni?
Be’, se si considera che proprio il cervello è composto per l’85% di acqua, e che galleggia letteralmente nell’acqua (sotto forma di liquido cefalo-rachidiano) è facile presupporre che sia proprio l’elemento acqua a favorire in qualche modo le funzioni cerebrali. D’altronde questi liquidi organici sono gli stessi che permettono la resistenza elettrica necessaria all’attività neuronale – ricordiamo che, a loro volta, i neuroni sono composti per la quasi totalità d’acqua. Infine, senza questa attività combinata il cervello smetterebbe di funzionare.
L’acqua dunque è molto più presente e basilare di quanto possiamo pensare e, forse, la sua attività sulle funzioni organiche e cerebrali va ben più al di là del semplice stimolo attivato dalla sete.

http://www.lastampa.it/2013/07/23/scienza/benessere/per-dare-una-marcia-in-piu-al-cervello-basta-un-bicchiere-d-acqua-JA3ltAIdnyE1lav8GvvJkL/pagina.html


 
 
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