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Alimentazione Fibre benefiche

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I cibi raffinati ne son troppo poveri
-
2013

LM&SDP

Da quando sono apparsi sul mercato nel dopoguerra i cosiddetti alimenti “raffinati” – che non è sinonimo di eleganti o educati – la dieta delle persone è divenuta sempre più povera di fibra alimentare. Ma, questo elemento, è invece ritenuto di fondamentale importanza per la salute dell’intestino e del corpo in generale. La fibra, lo ricordiamo, è contenuta in cibi quali frutta fresca, frutta secca, verdura, legumi e cereali integrali.

A sostenere l’importanza della fibra alimentare sono tre studi, di cui due presentati in anteprima all’American Society for Nutrition Experimental Biology conference tenutasi a Boston dal 20 al 24 aprile 2013.
Il primo studio, pubblicato sul Journal of Nutrition, suggerisce che in una dieta carente di fibra alimentare è possibile anche intervenire con integratori alimentari, senza particolari problemi di tolleranza per l’intestino.

Il secondo studio, in doppio cieco e randomizzato, ha mostrato che la fibra solubile destrina (SFD), prodotta da Tate and Lyle, può contribuire a promuovere la sazietà, o la sensazione di pienezza per 3-8,5 ore dopo il consumo. Questo tipo di fibra solubile è una destrina resistente che può essere isolata dalla tapioca o dal mais.
Lo studio è stato condotto dai ricercatori della Iowa State University, ha coinvolto 41 adulti sani che hanno incluso nel proprio pranzo una bevanda di prova contenente 10 o 20 g di fibre di tapioca SFD, in confronto a una bevanda placebo, o di controllo, contenente maltodestrina, seguito da uno spuntino due ore e mezza dopo.

I partecipanti allo studio che hanno assunto la fibra hanno riferito di sentirsi più pieni, con meno senso di fame e meno voglia di mangiare, rispetto al gruppo che aveva assunto la bevanda di controllo. La fibra SFD non ha mostrato di avere alcun impatto sull’appetito o una generale assunzione di cibo durante le prime 2,5 ore dopo il consumo: come detto, i risultati sono stati più evidenti dopo 3 ore e fino a 8,5.
La prima indicazione è che questo tipo di fibra viene digerita più lentamente e produce effetti ritardati sull’appetito.

Il terzo studio, ha valutato l’effetto di un altro tipo di fibra, quella solubile di mais (SCF) sul microbiota intestinale in relazione all’assorbimento del calcio in adolescenti maschi e femmine, una parte della popolazione che necessita di un adeguato apporto di calcio per la crescita delle ossa e lo sviluppo.
Lo studio, in questo caso, è stato condotto dai ricercatori della Purdue University, i quali hanno scoperto che quando gli adolescenti consumavano 12 g/die di SCF, sperimentavano un aumento del 12 per cento nell’assorbimento del calcio, rispetto al gruppo di controllo.

Questo aumento nell’assorbimento del calcio è stata correlato con significativi incrementi nell’intestino di specifici ceppi di batteri benefici, quali Bacteroides, Alistipes, Butyricicoccus, Oscillibacter e Dialister. I risultati, secondo i ricercatori, suggeriscono che l’SCF può aumentare l’assorbimento del calcio attraverso i cambiamenti nella flora intestinale.
Questo è il primo studio a dimostrare che l’aumento di questi batteri specifici è significativamente correlato con l’aumento osservato in assorbimento del calcio, ha sottolineato la dr.ssa Connie Weaver, autore principale dello studio.

Sebbene tutti e tre gli studi promuovano l’uso di fibra alimentare in forma di supplemento, è tuttavia chiaro che il migliore e più sano apporto di fibra lo possiamo avere con i cibi. Una dieta corretta che preveda una buona quantità di alimenti vegetali può mettere al riparo da molti disturbi e favorire la salute della flora intestinale e, di conseguenza, dell’intestino stesso e dell’organismo in generale.

http://www.lastampa.it/2013/04/26/scienza/benessere/alimentazione/piu-fibra-nella-dieta-per-stare-in-salute-7lrOiCDOnVqS3BJbI2GH1O/pagina.html


 
 
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