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Fisiologia Virus e umidità

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L'umidità inibisce il virus dell'influenza -
2013

Oggi c'è un motivo in più per ricordarsi di mettere l'acqua nell'umidificatore del termosifone. Mantenere alta l'umidità negli ambienti chiusi infatti, non solo evita che si secchino le mucose del naso e della bocca, provocando mal di gola e naso chiuso, ma diminuisce anche la carica infettiva del virus dell'influenza. È quanto emerge da uno studio del National Institute for Occupational Safety and Health (Niosh), pubblicato su Plos One. I risultati dimostrano come in un ambiente con un tasso di umidità almeno del 43%, il virus influenzale diminuisca di oltre due terzi la sua capacità di infettare le cellule umane, una scoperta che potrebbe ora essere usata per contrastare le periodiche epidemie invernali.
Durante i periodi freddi si trascorre molto tempo all'interno degli edifici. Uno dei principali metodi di trasmissione dell'influenza quindi è rappresentato dall'aerosol, cioè le microscopiche gocce di saliva che rimangono in sospensione nell'aria dopo starnuti e colpi di tosse, che hanno la caratteristica di mantenersi contagiose per lunghi periodi negli ambienti chiusi. È stato suggerito che il tasso di umidità possa influenzare l'infettività del virus, ma gli studi precedenti, realizzati in ambienti molto piccoli, avevano dato risultati contraddittori.
I ricercatori del Niosh hanno quindi deciso di sperimentare l'effetto dell'umidità simulando in maniera più realista l'interazione tra esseri umani in un ambiente chiuso. Hanno quindi posizionato dei manichini in una stanza di circa 3x3 metri, equipaggiandoli con nebulizzatori, posti all'altezza della bocca, per simulare l'effetto di un colpo di tosse. Dai nebulizzatori è stata diffusa una soluzione contenente il virus dell'influenza, e i ricercatori ne hanno quindi verificato l'infettività variando il tasso di umidità della camera.
I risultati hanno mostrato che, con un'umidità relativa del 23% il 70-77% dei virus manteneva per un'ora la capacità di infettare le cellule dopo essere stato nebulizzato nella stanza, ma portando l'umidità al 43% la percentuale di virus capaci di infettare scendeva al 14%. Secondo i ricercatori dunque, mantenere l'umidità degli ambienti chiusi intorno al 40% durante l'inverno dovrebbe diminuire in maniera significativa la trasmissione del virus influenzale dovuta a colpi di tosse e starnuti.
Riferimenti: Plos One doi:10.1371/journal.pone.0057485

http://www.galileonet.it/articles/5130a6f7a5717a7de7000109


 
 
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