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Fisiologia Il freddo non va bene per il cuore

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In inverno i decessi per infarti, ictus e altre malattie cardiovascolari aumentano -
2012

MILANO - L’inverno non è una buona stagione per il cuore. Secondo uno studio presentato al congresso scientifico dell’American Heart Association, durante i mesi freddi i decessi per infarti, ictus e altre malattie cardiovascolari aumentano infatti del 26-36 per cento. E questo accade anche in località dal clima mite, dove tuttavia le differenze di temperatura fra estate e inverno sono sensibili. Il dato scaturisce dall’analisi dei certificati di morte emessi fra il 2005 e il 2008 in sette Stati americani, caratterizzati da climi diversi: da quelli freddi del Nord (Pennsylvania, Washington e Massachusetts), a quelli meridionali, più miti (California e Georgia, Texas e Arizona).
VASOCOSTRIZIONE - «Ovunque la mortalità per malattie cardiovascolari mostra un andamento simile - ha spiegato Bryan Schwartz, che ha condotto lo studio al Good Samaritan Hospital di Los Angeles -. Inizia cioè a diminuire a primavera, è minima in estate e risale quando arriva l’autunno, registrando un picco nei mesi invernali». «Il dato è stato rilevato da altre ricerche in passato, che hanno trovato anche un incremento dei ricoveri durante la stagione fredda - spiega Edoardo Gronda direttore del Dipartimento di cardiologia dell’Irccs Multimedica di Sesto San Giovanni (Milano) -. L’origine del fenomeno resta tuttavia abbastanza oscura». L’ipotesi più ovvia è che sia legato proprio dalla temperatura, «e in effetti, il freddo determina una vasocostrizione che può favorire infarti e ictus - dice Gronda -, certamente però sono implicati anche altri fattori». Lo studio americano non li ha indagati, ma Schwartz ipotizza che fra le cause possano esserci i malanni stagionali e le influenze, che possono causare complicazioni nelle persone che hanno già una malattia cardiovascolare, e la minore illuminazione dei mesi invernali, che avrebbe effetti negativi sulla salute generale.

LUCE E STRESS - «Questo aspetto è stato preso in esame da diversi studi, ed è noto che la scarsa luce incide sul sistema neuroendocrino - afferma Gronda -. In Olanda, si sta anche studiando un sistema di illuminazione per gli ospedali che riproduca le condizioni di luminosità che ci sono in primavera, e che sembrano collegate a una ripresa migliore dei pazienti ricoverati». Ma un ruolo nell’aggravare le malattie del cuore e dei vasi potrebbe averlo anche lo stress. «Le tensioni sul lavoro e quelle legate ai ritmi della vita moderna sono molto minori in estate, e nella stagione fredda potrebbero in effetti incedere negativamente sulla salute cardiovascolare» conclude Gronda. Per mantenere il cuore in salute, insomma, bisogna prendere la vita con più calma, specie in inverno.

Margherita Fronte
http://www.corriere.it/salute/cardiologia/12_novembre_21/freddo-cuore_ceca689e-3249-11e2-942f-a1cc3910a89d.shtml


 
 
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