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Fisiologia La felicità? Dipende dall’intestino

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La felicità pare sia determinata da un rapporto tra la flora intestinale, un ormone e il cervello


-
2012

Dalla quantità e qualità dei batteri che si trovavano nell’intestino nei primi anni di vita, secondo uno studio, può dipendere se da adulti siamo persone felici o meno. Il tutto, come sempre, è mediato da un ormone
Che la felicità possa dipendere dall’intestino può in effetti sembrare un’assurdità. Eppure, secondo un nuovo studio, è proprio qui che fin dai primi anni di vita si gettano le basi per godere dell’influenza benefica di un ormone: la serotonina, considerato l’ormone della felicità per eccellenza. Questo ormone agisce sul cervello donando appunto la sensazione di essere più o meno felici. Questo ormone, tuttavia, può essere influenzato in negativo da situazioni di stress, ansia, depressione e così via.

Ma cosa c’entra l’intestino? C’entra perché è proprio in base alla quantità e qualità dei batteri che lo popolano che la serotonina si trova in quantità più o meno elevate nell’organismo. Da qui, la sua azione sul cervello.
Secondo gli scienziati dell’Alimentary Pharmabiotic Centre dell’University College Cork, in Irlanda, dunque la presenza o meno di determinati batteri intestinali durante i primi anni di vita può influenzare le concentrazioni di serotonina nel cervello quando si sarà divenuti adulti.

Per dimostrare quanto supposto, hanno condotto uno studio su modello murino in cui si evidenziavano i differenti effetti della presenza dei batteri intestinali sull’ormone della felicità, quando questi erano presenti o no durante l’infanzia.
I risultati dello studio, pubblicati su Molecular Psychiatry, hanno tra gli altri mostrato che l’influenza del rapporto batteri/ormone è genere dipendente, ossia varia a seconda del sesso di appartenenza: più marcato nei maschi rispetto alle femmine.

Altra corrispondenza importante evidenziata dalla ricerca è che la mancanza della flora intestinale adeguata nei primi anni di vita dà il via a un processo irreversibile, per cui anche se questa si integra quando si è più adulti non si mostrano più le modifiche al sistema nervoso centrale che avvengono durante i primi anni di vita. Come dimostrato durante i test infatti le modifiche legate alla serotonina avvengono subito e si crea un imprinting permanente sulle funzioni cerebrali che può essere o in un modo o nell’altro.

«Come un neuroscienziato – spiega John F. Cryan, professore di neuroscienze e principale autore dello studio – trovo affascinante come questi risultati mettono in evidenza il ruolo importante che i batteri intestinali giocano nella comunicazione bidirezionale tra l’intestino e il cervello, e apre l’opportunità di sviluppare strategie uniche basate sulla flora microbica per il trattamento dei disturbi del cervello».
A tale proposito ricordiamo che diversi studi suggeriscono come una funzionale e adeguata flora batterica intestinale si possa formare grazie all’allattamento al seno, piuttosto che quello artificiale. Se vogliamo dunque “rendere felice” l’adulto di domani, pensiamoci per tempo.
[lm&sdp]
http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/salute/articolo/lstp/458499/


 
 
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