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Alimentazione Pasto ricco di grassi: le spezie combattono gli effetti negativi

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Le spezie possiedono molte proprietà, tra cui rendere più sano un pasto ricco di grassi
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Febbraio 2012

Alcune spezie possono annullare gli effetti negativi di un pasto ricco di grassi incrementando l’attività antiossidante e riducendo la risposta insulinica
Sono l’ideale per condire i cibi e insaporirli senza utilizzare troppo sale; possono fungere da antibatterici e conservanti… queste, e molte altre proprietà, fanno delle spezie un ingrediente che non dovrebbe mai mancare in cucina. Oggi, poi, uno studio ha messo in evidenza come possano anche evitare gli effetti negativi di un pasto ricco di grassi incrementando l’attività antiossidante e diminuendo allo stesso tempo la risposta insulinica.

La scoperta è stata fatta dai ricercatori della statunitense Penn State University, i quali hanno constatato come le spezie quali la curcuma e la cannella, nello specifico, possano incrementare del 13 per cento l’attività antiossidante e diminuire del 20 per cento la risposta insulinica, come accennato poc’anzi.
«Di noma, quando si mangia un pasto ricco di grassi, si finisce con l’avere alti livelli di trigliceridi, un tipo di grasso che si trova nel sangue. Se questo accade troppo spesso, o se i livelli di trigliceridi si alzano troppo, il rischio di malattie cardiache è aumentato – spiega la professoressa Sheila West – Abbiamo trovato che l’aggiunta di spezie a un pasto ricco di grassi ha ridotto la risposta dei trigliceridi di circa il 30 per cento, rispetto a un pasto simile, senza aggiunta di spezie».

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Nutrition, mostra anche come l’attività antiossidante delle spezie possa ridurre lo stress ossidativo: una delle principali cause dell’invecchiamento e dell’infiammazione, preludio a numerose malattie.
«Gli antiossidanti, come le spezie, possono essere importanti nel ridurre lo stress ossidativo, riducendo così il rischio di malattie croniche », aggiunge l’autrice dello studio.

Quello che è importante, ha poi sottolineato West, è anche il dosaggio delle spezie utilizzate che, nel caso dello studio, erano equivalenti all’attività antiossidante di 1,4 grammi di cioccolato fondente o circa 142 grammi di vino rosso.
Nello specifico, per ogni pasto sono stati aggiunti circa due cucchiai di spezie. Il pasto era composto da pollo al curry, pane alle erbe e biscotti alla cannella.
Oltre a ottenere beneficio dall’aggiunta delle spezie, i partecipanti allo studio pare abbiano apprezzato di più il pasto e non hanno avuto problemi di digestione o gastrointestinali.
Un invito, questo, a utilizzare di più le spezie anche nella nostra cucina.
[lm&sdp]

http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/alimentazione/articolo/lstp/415508/


 
 
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