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Esercizio fisico Per prevenire il diabete bastano 20 secondi

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Con 20 secondi di sprint si pare si possa ottenere gli stessi effetti di un'ora di ftiness
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Dicembre 2011

Un terzo di un minuto di esercizio fisico al giorno può non solo prevenire il diabete di tipo 2, ma potrebbe addirittura curarlo.

Prevenire il diabete non sarebbe stato mai così facile: secondo un nuovo studio basterebbe infatti anche solo 20 secondi al giorno di esercizio fisico – davvero poco, se ci si pensa.

Posto che il diabete di tipo 2 – la più comune forma di diabete – può essere pericoloso per la salute generale dell’organismo esponendo chi ne soffre a tutta una serie di complicazioni che coinvolgono cuore, reni, apparato visivo e anche gli arti, uno stile di vita sano che preveda anche del movimento è raccomandato dagli esperti come preventivo per questo tipo di patologia. Tuttavia, non tutti riescono a dedicare del tempo all’esercizio fisico, in particolare quando si consiglia di praticare per almeno mezz’ora al giorno per cinque giorni a settimana.

Per questo nuovo studio, però, gli scienziati dell’Università di Bath (Uk) hanno voluto stimare gli effetti di anche pochi secondi di attività fisica al giorno sulle funzioni dell’insulina. A motivo di ciò hanno reclutato un gruppo di volontari che hanno invitato a eseguire 20 secondi di esercizio su cyclette. Durante questi 20 secondi dovevano eseguire uno sprint pedalando – il tutto per tre volte a settimana, durante un arco di 6 settimane.

Terminato il periodo di follow-up, i ricercatori del Dipartimento di Salute, presso l’Università, hanno condotto delle analisi per valutare se e come le funzioni dell’insulina si fossero modificate. I risultati, pubblicati sull’European Journal of Applied Physiology, hanno mostrato che nei partecipanti vi era stato un miglioramento nella funzione dell’insulina pari al 28%.
L’autore dello studio, dottor Niels Vollaard ha esposto per mezzo di una metafora i risultati spiegando che i muscoli sono come dei depositi di dolciumi – in questo caso di uno zucchero chiamato glicogeno. Per rifornirsi, dopo lo svuotamento dovuto all’esercizio fisico, si rivolgono al sangue prendendo direttamente lo zucchero.

La scarsa sensibilità all’insulina si verifica in particolare nelle persone sedentarie, spiegano gli scienziati, perché i muscoli hanno minore necessità di rifornirsi per reintegrare lo zucchero. Questa situazione può provocare alti livelli di zuccheri nel sangue e, infine, il diabete di tipo 2.
«Sapevamo già che l’allenamento molto intenso e veloce può migliorare la sensibilità all'insulina, ma volevamo vedere se le sessioni di esercizio potrebbero essere più facili e più brevi», ha spiegato al Daily Mail il dottor Vollaard.
Nel loro studio, i ricercatori hanno dimostrato come uno sprint di soli 20 secondi sia equiparabile, nell’utilizzo del glicogeno da parte dei muscoli, a un’ora di esercizio fisico di moderata intensità.
La possibilità di esercitare dei brevi ma intensi sprint può rendere le persone in grado aumentarne l’intensità, avendo così il vantaggio di beneficiarne ancora di più, senza dedicare troppo tempo.
Al momento non si conoscono metodi più semplici e veloci per utilizzare il glicogeno da parte dei muscoli, concludono i ricercatori.
[lm&sdp]

http://www3.lastampa.it/benessere/sezioni/salute/articolo/lstp/433997/


 
 
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