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Alimentazione Meglio non ritardare le uova al bambino

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L’allergia alle uova è molto comune nella prima infanzia e per scongiurarla spesso si suggerisce di introdurre tardivamente questo alimento nella dieta del bambino. Ma le cose potrebbero presto cambiare.

MILANO -
Lo studio australiano è stato condotto su quasi 2.600 bambini fra gli 11 e i 15 mesi. In pratica i ricercatori hanno chiesto ai genitori a che età avevano aggiunto le uova alla dieta dei propri bimbi. Confrontando i dati raccolti è emerso che rispetto ai bambini che avevano iniziato a mangiarle tra i 4 e i 6 mesi, quelli che avevano cominciato fra i 10 e i 12 mesi avevano una probabilità del 60% maggiore di diventare allergici a questo alimento. Ritardare l'introduzione delle uova nell'alimentazione del bebè aumenterebbe quindi fino a cinque volte il rischio di diventare allergici. La protezione, puntualizzano i ricercatori, si rivela particolarmente forte quando le uova sono servite sode, strapazzate, fritte o in camicia, e meno se contenute in cibi cotti al forno come torte o biscotti.

ALLERGIE ALIMENTARI - Nei primi 2-3 anni di vita le allergie alle proteine del latte vaccino e all’uovo rappresentano oltre il 75% dei casi. La buona notizia è che in genere sono transitorie e di modesta entità. A esordio più tardivo ma più persistenti nel tempo sono invece le allergie ad altri alimenti come pesce (crostacei in particolare), frutta secca e arachidi. Ma quanto conta nello sviluppo dell’allergia l’introduzione più o meno precoce dell’alimento incriminato? «Diversamente da quanto pensato fino a oggi, alcuni studi recenti indicano che l’introduzione precoce di alcuni alimenti come uova, latte e persino arachidi (che sono un legume e non frutta secca come molti erroneamente pensano) favorisca la tolleranza a questi cibi riducendo il rischio di sensibilizzazione allergica - spiega Attilio Boner, responsabile del Centro di allergologia pediatrica del Policlinico Borgo Roma di Verona -. Per esempio l’allergia alle arachidi è rarissima nei bambini che vivono in Israele e pare che questo fenomeno sia da attribuire alla loro precoce introduzione nella dieta. Altri dati recenti indicano che sarebbe utile introdurre nuovi alimenti nella finestra temporale in cui mamma la allatta ancora al seno ma ha già iniziato lo svezzamento. Pare, infatti, il latte materno possa avere delle ricadute positive nella prevenzione delle allergie. Fino ad ora abbiamo fatto il contrario e temporeggiato nell’introduzione di diversi alimenti, ma se si avranno conferme le cose potrebbero cambiare con ricadute probabilmente non trascurabili».
http://www.corriere.it/salute/nutrizione/10_novembre_04/uova-bambini-allergie-sparvoli_08b9890c-e0e6-11df-b5a9-00144f02aabc.shtml


 
 
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