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Alimentazione Cambia la piramide alimentare

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Le nuove linee guida per una corretta alimentazione (già anticipate nel libro La Dieta Top Energy NdR) In questi ultimi anni si è visto un graduale cambiamento nell’alimentazione; sempre più medici e nutrizionisti si rendono conto di quanto, questa, possa essere alla base di un organismo in salute.
Ecco allora che cambiando alcune regole alimentari muta anche la classica “piramide alimentare”. Questo è quanto riferito dalla nutrizionista Carla Favaro dell’Università di Milano Bicocca durante un’intervista rilasciata a VideoScienza.
Secondo Carla Favaro, alla base della piramide alimentare c’è sempre la frutta, la verdura e l’acqua, seguita dai supernutrienti cereali - rigorosamente integrali - e poi una new entry che è la frutta secca a guscio, e infine olive e spezie. Quest’ultime spesso sottovalutate e poco utilizzate. Sono proprio le spezie, infatti, che conferiscono sapore all’alimento evitando (o riducendo) di conseguenza l’utilizzo di dadi vegetali e grosse quantità di sale.
A completamento della piramide – ossia, al vertice - ci sono gli alimenti di origine animale che, anche se sono considerati complementi essenziali della dieta, devono essere consumati con parsimonia.
La differenza sostanziale rispetto alle altre piramidi alimentari, sostiene Favaro, «è la netta prevalenza di alimenti di origine vegetale». Questo accorgimento, secondo le più moderne ricerche scientifiche, è alla base della prevenzione di malattie anche molto serie come i tumori.
Per questo nuovo stile di alimentazione, ma anche di vita se vogliamo, viene rivolta una grande attenzione anche alla stagionalità, alla convivialità e all’attività fisica.
Carla Favaro insiste, infine, su tre regole fondamentali alla base di una buona alimentazione:
1) La dieta deve essere molto varia. Questo significa aumentare la probabilità di introdurre tutte le sostanze essenziali al nostro benessere.
2) Equilibrio nella scelta: in alcuni casi bisogna fare delle scelte oculate. Per esempio, è preferibile utilizzare l’olio extravergine di oliva ad altri oli più raffinati; oppure nell’ambito lattiero-caseario la scelta va fatta sui prodotti a basso contenuto di grassi. La stessa cosa vale per le carni: meglio ridurre il consumo di quelle rosse e grasse.
3) Moderazione: non esagerare con le porzioni. Anche se a volte le classiche porzioni preconfezionate da supermercato sono abbastanza abbondanti non è detto che dobbiamo consumarle tutte in una volta. In queste poi deve essere controllato con attenzione il peso della monoporzione rispetto ad altri alimenti che sembrano sì più grassi su 100 grammi di prodotto, ma se poi la confezione è più piccola, a livello pratico introduciamo meno calorie. Ma non solo, ogni persona è diversa quindi è importante anche conoscersi e saper comprendere qual è la quantità adatta a noi, al nostro stile di vita e al nostro metabolismo.
(lm&sdp)
lastampa.it


 
 
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