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Alimentazione Rischio ipertensione per chi consuma troppo fruttosio

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Con un consumo giornaliero di 74 grammi di fruttosio si eleva del 26 per cento il rischio di superare i 135/85 mmHg di pressione arteriosa, e del 77 per cento i 160/100 mmHg

Le persone che consumano alte quantità di fruttosio in forma di zuccheri aggiunti a cibi e bevande hanno un maggior rischio di sviluppare ipertensione, secondo uno studio apparso sul Journal of the American Society Nephrology (JASN). Il risultato, per converso, suggerisce di verificare se l'abolizione totale dell’assunzione di questo tipo di zucchero possa ripristinare i corretti valori di pressione arteriosa.

L’ipertensione, com’è noto, è una condizione patologica molto diffusa nei paesi occidentali e uno dei principali fattori di rischio per le malattie renali e cardiovascolari. La ricerca medica sta cercando da anni di individuare i fattori ambientali responsabili dello sviluppo dell’ipertensione, e sospettano che il fruttosio possa rivestire un ruolo importante.

Nell’ultimo secolo, il drastico aumento nel consumo di questo zucchero semplice, utilizzato per dolcificare un’ampia varietà di cibi preparati industrialmente, è andato di pari passo all’aumento della prevalenza dell’ipertensione.

Per esaminare se l’aumento nel consumo di fruttosio sia effettivamente correlato all’ipertensione, Diana Jalal, e colleghi del Denver Health Sciences Center dell’Università del Colorado hanno esaminato i dati raccolti nell’ambito del National Health and Nutrition Examination Survey 2003-2006. Lo studio ha coinvolto 4528 adulti statunitensi di età superiore ai 18 anni che non hanno mai sofferto di ipertensione in precedenza.

L’assunzione di fruttosio è stato valutato mediante questionari con domande relative al consumo di cibi e bevande quali succhi di frutta, soft drink, prodotti dolciari e caramelle.
Dall’analisi dei dati è risultato che con un consumo giornaliero di 74 grammi di fruttosio (corrispondenti a 2,5 soft drink) si elevava del 26 per cento il rischio di superare i 135/85 mmHg di pressione arteriosa, del 30 per cento i 140/90 mmHg e del 77 per cento i 160/100 mmHg.

"Le indicazioni ottenute grazie al nostro studio, per quanto interessanti, necessitano di ulteriori approfondimenti mediante l’esecuzione di trial clinici prospettici randomizzati per verificare se viceversa un basso livello di fruttosio nella dieta consenta di prevenire lo sviluppo dell’ipertensione”, hanno concluso i ricercatori. (fc)
lescienze.it


 
 
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