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Fisiologia Una boccata d’ossigeno per rallentare la formazione delle rughe

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Riduzione dei danni da UVB con l’ossigeno
Al posto del lifting o del botulino, un alto dosaggio di ossigeno. Secondo uno studio condotto da ricercatori giapponesi dell’Università di Tokio, infatti, può rallentare la formazione delle rughe e ridurre i danni da esposizione ai raggi UVB come l'angiogenesi.
Gli scienziati che hanno pubblicato i risultati di questo studio sulla rivista “American Journal of Physiology” hanno sottoposto a test un gruppo di 24 topi privi di pelo suddivisi in tre gruppi. Otto di questi facevano parte del gruppo di controllo a cui non è stato fatto nulla. I rimanenti 16 sono stati sottoposti a intensa esposizione ai raggi ultravioletti UVB per mezzo di una lampada fluorescente, tre volte a settimana per cinque settimane.
Passato il periodo di esposizione, il dottor Shigeo Kawada e colleghi ha suddiviso i 16 topi esposti ai raggi UVB in due gruppi: quelli del primo gruppo sono stati collocati in una camera a ossigeno per due ore in modo da valutare i danni al tessuto dovuti all’esposizione e l’effetto dell’ossigeno su questi. Gli altri topi sono stati rimessi al loro posto.
Le osservazioni hanno permesso di scoprire che i topi trattati con l’ossigeno mostravano meno segni di danno ai tessuti e una minore formazione di rughe rispetto ai topi del gruppo esposto ai raggi UVB e poi rimesso in gabbia.
Un segno distintivo del danno cutaneo, fanno notare i ricercatori, è l’ispessimento dello strato esterno della pelle e le rughe. Quando vi è un’esposizione ripetuta ai raggi UVB si verifica un fenomeno detto angiogenesi cutanea, ossia quando dei nuovi vasi sanguigni si formano laddove ne esistono già altri.
Tutti i topi sottoposti ai raggi della lampada fluorescente hanno sviluppato l’angiogenesi, ma questa era più pronunciata nei topi che non erano stati sottoposti al trattamento con l’ossigeno.
Da questi risultati gli scienziati ritengono che un’esposizione ad alti livelli di ossigeno, come quelli che si trovano in una camera apposita, può ridurre la formazione di rughe, l’ispessimento della pelle e l’angiogenesi.
Ulteriori studi saranno necessari per comprendere come questo fenomeno possa essere sfruttato per contrastare i danni alla pelle negli esseri umani.
(lm&sdp)
lastampa.it


 
 
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