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Fisiologia Il raffreddore 2

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I
sintomi e le possibili evoluzioni di questa comune malattia.

I PRIMI SINTOMI


Una regola da non dimenticare è che “il
corpo avvisa sempre”. Nei giorni precedenti al raffreddore il nostro
fisico manda dei segnali adeguati. Non esiste malattia che non sia
annunciata da alterazioni funzionali dell’omeostasi corporea. Ciò
significa che una parte del corpo, pur lavorando correttamente, ha una
funzionalità inferiore al 100%, in altre parole funziona meno delle sue
possibilità standard. Si possono riscontrare macchie scure
sottopalpebrali, momenti di grande energia alternati a depressione,
risvegli al mattino con scarsa energia. Soprattutto la stanchezza delle
ghiandole surrenali si manifesta con estremità fredde, che diventano
facile preda delle variazioni di temperatura.


Il primo sintomo “visibile” sono dei
brividi. Il brivido è una contrazione muscolare con cui l’organismo
cerca di ripristinare la temperatura.


Ciò grazie alla trasformazione dell’ATP
in ADP che avviene nei muscoli sotto stimolo simpatico. E’ un
meccanismo che si innesca quando manca una quantità di adrenalina
sufficiente a “scaldare” il corpo. Se non contrastiamo
immediatamente questo segnale, il successivo è il prurito al naso.
Dopodiché le mucose si gonfiano e cominciano ad emettere un secreto
liquido molto acquoso.

L’EVOLUZIONE DELLA MALATTIA


Nelle ore o nel giorno successivo si può
avere lacrimazione e innalzamento di temperatura, solitamente al di
sotto dei 38°, come usuale per tutte le malattie a coinvolgimento
virale. Quasi sempre la temperatura è quasi normale al mattino, sale
verso mezzogiorno, ha il suo acme verso le 17 e cala verso sera.
Un’abbondante sudorazione, pur essendo più tipica nell’influenza,
è la benvenuta se presente, perché indica una massiva eliminazione di
tossine e virus. Questi sintomi sono costanti per un tempo minimo di
quattro giorni, fino a un massimo di sette, a seconda del grado di
stanchezza dell’organismo.


In questo periodo sono da evitarsi le
brusche variazioni di temperatura, poiché l’organismo non è in grado
di compensarle, perché impiega tutte le energie per combattere la
malattia. Il naso continua a colare ininterrottamente, tranne che dopo i
pasti, periodo in cui grandi quantità di liquidi sono richiamate
dall’apparato digerente.

 
 
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