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Fitoterapia Curcuma: un possibile aiuto contro il tumore

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La curcuma potrebbe rappresentare un valido aiuto nella prevenzione e nella cura di diversi tumori.

Scritto da Dr Francesco Perugini Billi
Martedì 09 Settembre 2008 14:23





In India, è utilizzata almeno da 6000 anni, come medicina, cosmetico, spezia e colorante (per 2000 anni le tuniche dei monaci buddisti sono state tinte con questa radice). Per gli indiani è un simbolo di prosperità e un mezzo di purificazione per tutto il corpo. La medicina ayurvedica le attribuisce numerose proprietà (antibatteriche, antinfiammatorie, antiallergiche, antispastiche, ecc.), molte delle quali confermate dalla scienza moderna.




Botanicamente, appartiene alla famiglia delle Zingiberacee, cui fanno parte anche lo zenzero e il cardamomo. La droga, che è di un bel colore dorato, si ricava dal rizoma. Contiene centinaia di componenti, cui sono state attribuite oltre 300 attività biologiche diverse. Per esempio, almeno 20 componenti possiedono una provata azione antibatterica. Tuttavia, i ricercatori si sono concentrati soprattutto su uno di questi, la curcumina. Il primo studio su questa sostanza risale agli anni ’70, quando un gruppo di ricercatori indiani dimostrò il suo effetto ipocolesterolemizzante sui ratti. Il grosso delle ricerche però prese il via circa 20 anni dopo, ad opera soprattutto del Prof Bharat Aggarwal. Questi, negli anni ’80, fu il primo a purificare il TNF alfa e beta (Fattore di Necrosi Tumorale), un potente fattore antitumorale prodotta dal nostro organismo. Questa molecola, infatti, è in grado di distruggere i tumori, ma solo se rilasciata localmente. Se invece circola liberamente nel sangue, ha un effetto opposto, cioè può facilitarne la crescita: il TNF stimola una importante proteina la kappa B (NF kappa B) che a sua volta attiva una serie di geni coinvolti nell’infiammazione e nella proliferazione cellulare. Questa associazione tra infiammazione e proliferazione cellulare fece tornare Aggarwal indietro con la memoria alle sue radici indiane. Gli venne in mente che la medicina ayurvedica utilizza la curcuma come un valido rimedio antinfiammatorio. Allora, la mise a contatto con le colture cellulari e, con sua grande sorpresa, l’attività del TNF e del NF kappa B fu prontamente bloccata. In seguito, fu in grado di dimostrare che è soprattutto la curcumina a possedere la capacità di inibire questi fattori ed impedire la replicazione e la diffusione delle cellule tumorali.

Da allora sono stati condotti centinaia di studi. Secondo i ricercatori, la curcumina potrebbe essere utile almeno in 8 tumori: polmoni, bocca, colon, fegato, rene, pelle (melanoma), mammella e leucemia. La curcumina ha inoltre mostrato di possedere altre attività di estremo interesse, tra cui quelle anticoagulanti, antipertensive, antinfiammatorie, antidiabetogene, antiossidanti, antivirali ed epatoprotettive. La proprietà antiossidante è 300 volte superiore a quella della vitamina E.

Oltre al suo componente isolato, curcumina, anche la curcuma nella sua interezza si è dimostrata capace in alcune ricerche di inibire in vitro le cellule tumorali. Inoltre, lo stesso Professor Aggarwal ha affermato che coloro che consumano molta curcuma sono meno colpiti dal cancro


Segue adesso una sintesi sulle evidenze scientifiche delle proprietà antitumorali della curcumina e della curcuma.

Leucemia infantile – gli studi epidemiologici mostrano che in Asia l’incidenza di questo tumore è molto inferiore rispetto all’Europa e secondo i ricercatori della Loyola University di Chicago questo sarebbe dovuti in parte all’effetto protettivo della curcuma, molto utilizzata nella cucina asiatica. L’azione antiossidante di questa spezia protegge il DNA dai danni provocati da sostanze chimiche ambientali o da quelle che si trovano nei processati. Per altro, negli esperimenti di laboratorio, la curcumina è stata in grado di inibire le crescita delle cellule leucemiche. I bambini possono trarre benefico dalla curcuma fin da lattanti. Infatti, i principi terapeutici di questa spezia passano dalla madre al bimbo tramite il latte materno.

Cancro alla mammella – in alcuni studi sui topi la curcumina ha ridotto di molto la diffusione metastatica del tumore della mammella. Si crede che la curcumina e la curcuma possano essere molto utili nella prevenzione di questo tumore attraverso tre meccanismi:
- riduzione dell'effetto simil-estrogenico di molte sostanze chimiche (pesticidi, materiali plastici, ecc.) che legandosi ai recettori estrogenici causano proliferazione cellulare e poi tumore;
- “down regulation” dei recettori ormonali. Cioè, curcuma e curcumina smorzerebbero i recettori, rendendoli meno sensibili agli stimoli;
- inibizione del COX-2, un enzima che ha un ruolo chiave nell’iniziazione e diffusione del cancro. Il COX-2 ha una lunga lista di effetti negativi: stimola la divisione delle cellule tumorali, impedisce la morte cellulare, stimola la crescita di nuovi vasi sanguigni attorno al tumore, facilita la diffusione delle metastasi.

Cancro alla bocca – uno studio è stato condotto a Srikakulam, nel distretto dell’Andhra Pradesh, su donne che praticano il “reverse smoking” (fumare tenendo in bocca la parte accesa della sigaretta), che provoca un' alta percentuale di tumore della bocca. La spennellatura di curcuma nelle guance si è dimostrata un’ efficace prevenzione del tumore.

Cancro del colon – l’effetto positivo della curcumina su questo tumore è stato dimostrato da studi di laboratorio. Recentemente si è visto che la curcumina ha un’azione specifica sulla neurotensina, ormone gastrointestinale strettamente legato alla produzione di una proteina infiammatoria coinvolta nella genesi e nella metastatizzazione del carcinoma del colon. Circa un terzo dei tumori del colon hanno recettori per questo ormone. Secondo i ricercatori, la curcumina potrebbe essere un valida ausilio nella prevenzione e nella cura di questa forma tumorale.

Cancro del pancreas – sulla base degli studi condotti in laboratorio, i ricercatori sono convinti che la curcumina potrebbe essere d’aiuto nella prevenzione e forse anche nella cura di questo temibile tumore, verso il quale la medicina è totalmente disarmata.

Melanoma – studi di laboratorio hanno dimostrato che la curcumina provoca l’apoptosi (una sorta di suicidio cellulare) delle cellule del melanoma.

Cancro del polmone – sono stati dimostrati effetti positivi della curcumina su cellule tumorali in vitro.

Cancro del fegato – sono stati dimostrati effetti positivi della curcumina su cellule tumorali in vitro.

Cancro della cervice – un ricercatore del “Institute of Cytology and Preventive Oncology (ICPO)” indiano ha recentemente scoperto che la curcumina protegge dai virus del papilloma (HPV), che possono causare il tumore della cervice dell’utero. I virus HPV necessitano di alcune proteine virali prodotte delle cellule del corpo per potere agire rapidamente. La curcumina impedisce il legame di queste proteine epiteliali con il virus. Alcuni studi clinici (sulle donne) sono in corso.

Cancro della prostata – l’India è il Paese dove si consuma (3-5 g per adulto al giorno) e si produce più curcuma al mondo ed è anche quello con la più bassa incidenza di tumore alla prostata. In un recente studio sui topi si è visto che l’associazione tra fenetil isotiocianati (PEICT) e curcumina, un composto naturale che si trova nelle crucifere (broccoli, cavolfiori, ecc.), ha una notevole azione preventiva sul tumore della prostata.

La teoria del Dr Heinrich Kremer e la curcuma
Secondo Kremer il tumore sarebbe la conseguenza di un disturbo nell’assorbimento di fotoni a livello mitocondriale, da cui poi deriverebbe un deficit nella produzione di ATP, la “benzina” con cui funzionano tutte le cellule. Quindi, non si tratterebbe primariamente di una mutazione genetica, ma di un problema “energetico”. Questo porterebbe ad un cambiamento dell’identità cellulare: le cellule non si sentono più parte di una comunità (tessuto, organo, ecc.), ma iniziano a vivere una vita indipendente, svincolata da regole collettive. Il Dr Kremer è convinto che la visione ufficiale sulla produzione energetica delle cellule è fondamentalmente sbagliata e questo motiva gli ancora notevoli insuccessi delle medicina nella cura dei tumori. Secondo lo scienziato, la produzione di ATP non è basata sul rilascio di energia chimica, così come insegnato alle Università, ma sull’assorbimento di fotoni di luce. La curcuma, sempre secondo Kremer, possiede proprietà anticancro ed in particolare la curcumina sarebbe in grado di “riparare” il circuito fotonico mitocondriale e così normalizzare la produzione di ATP.


Come utilizzarla
Personalmente sono più propenso all’uso delle erbe intere, piuttosto che ai loro principi isolati. Credo nelle complesse sinergie tra i vari componenti, ancora troppo poco indagate e comprese. Con la sua visione riduttivistica, la scienza ufficiale trova molto più semplice scomporre ed isolare la realtà piuttosto che affrontarla su di un piano più olistico e integrato. Questo dà indubbiamente i suoi frutti, ma che riguardano solo una parte della verità. Inoltre, dietro questo modo di procedere ci sono spesso interessi economici…chissà mai che ogni tanto non salti fuori qualcosa che si possa brevettare…e con la curcumina ci hanno già provato. Anzi, ne hanno pure fatta una sintetica.

Curcuma polvere: per un uso preventivo e salutistico si tratta semplicemente di integrarla nella dieta: 1-2 cucchiaini al giorno. Si può aggiungere alla fine della cottura di qualche pietanza, mettere nello yogurt, farne una salsa, il curry, ecc. Consiglio di assumerla sempre con un grasso (olio extravergine, burro, ghee, ecc.) o con cibi grassi, che per altro aiuta a digerire. Il grasso facilita l’assorbimento intestinale dei componenti attivi…ancora una volta il grasso alimentare è importante! Anche un po’ di pepe nero ne facilità l’assorbimento.
Se riusicte, date preferenza alla curcuma biologica. Conservatela in flaconi di vetro scuro a tenuta ermetica e tenetela rigorosamente lontano dalla luce e dalla umidità. La curcumina è molto sensibile alla luce. In commercio, esistono anche comode capsule, a base di polvere o di estratto secco. Per un impiego più curativo, si raggiungono anche dosaggi di oltre 6 grammi, ma se soffrite di qualche patologia, vi consiglio di rivolgervi ad un esperto.

Curcumina: i dosaggi sono molto variabili da 500 mg (prevenzione) fino a 10 g. Di solito è molto ben tollerata.


Bibliografia

- De Jager P Turmeric. The Ayurvedic Spice of life. VidyaSagar Pubblications. San Anselmo California. USA

- Heinrich Kremer La rivoluzione silenziosa della medicina del cancro e dell’Aids. Macroedizioni.

- Perugini Billi F Manuale di Fitoterapia. 2004. Ed Junior.

- Sauer G, Poth S The Spice Lilies. 2000. Healing Arts Press, Rochester, Vermont, USA.

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