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Fisiologia Il raffreddore 1

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Il medico accorto cita la seguente massima ai suoi pazienti: “Un buon
raffreddore scaccia via ogni male peggiore. Perché è così importante questa massima?  Una serie di articoli
su questo sottovalutato disturbo, così frequente ai giorni nostri.

di Luciano Rizzo

A livello locale il meccanismo
dell’infreddatura parte dal linfatico. In condizioni normali, il fluire rapido
della linfa, oltre a favorire il trasporto dei cataboliti, serve ad impedire
pericolose proliferazioni di microrganismi. Si sa che i batteri, i funghi o i
virus, proliferano dove c’è stagnazione, ma non dove c’è un fluire di
liquidi continuo. Se il flusso nel sistema di trasporto linfatico rallenta, non
drena efficacemente. Diventa così più debole e più permeabile all’attacco
dei microrganismi presenti nell’aria e nel cavo orale, soprattutto nelle zone
in contatto con l’esterno.


Rammentiamo che queste cause sono alla
base dello sviluppo delle adenoidi nei bambini.


Il rallentamento può avvenire per un
eccesso di tossine, che il sistema non riesce a smaltire, e che quindi intasano
i dotti a sezione più piccola. L’accumulo di eccessive quantità di tossine
può avvenire per diverse situazioni.


Le più comuni sono: alimentazione errata,
cattiva digestione, contatto con sostanze tossiche. Anche l’eccesso di stress
diminuisce la funzionalità del sistema immunitario, e quindi impedisce il buon
funzionamento dei linfociti – spazzini. Se questi funzionano più lentamente
lasciano più cataboliti acidi nel sistema linfatico, che perde parte della sua
capacità di drenaggio per il sovraccarico.

LE CAUSE METABOLICHE


L’origine metabolica del problema è
connessa all’ipofunzionalità del sistema di difesa, direttamente collegata
alla funzionalità dei surreni. Un surrene “scarico” significa poca
adrenalina in circolo. Essa serve a mantenere adeguata la temperatura corporea,
grazie a una sufficiente irrorazione sanguigna. I primi distretti a risentire di
una carenza di adrenalina sono le estremità e le mucose più irrorate, che
quindi rimangono più esposte alle variazioni di temperatura esterna. La
diminuzione di irrorazione sanguigna fa calare l’ossigenazione e
l’umidificazione delle mucose nasali e delle vie aeree superiori. Questi
fattori, uniti all’abbassamento di temperatura superficiale secondario alla
minor circolazione sanguigna, sono i fattori che favoriscono la proliferazione
dei virus del raffreddore. Il rallentamento della circolazione a sua volta
rallenta il circolo linfatico, sommando queste cause a quelle sovraesposte.


Quindi tutto parte dall’incapacità del
sistema di mantenere l’omeostasi, e il primo sintomo è la stanchezza. Essa
dipende sempre da uno stile di vita scorretto. Si può avere un
sovraffaticamento dei sistemi metabolici da accumulo di tossine, come già
visto. Ma anche l’uso di sostanze nervine, come caffè, alcool, droghe o
tabacco stressa le surrenali e le manda “in riserva”.


Tra
le cause metaboliche non dimentichiamo la carenza di
vitamine del gruppo B: esse hanno funzione protettiva sulle mucose.

 
 
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