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Alimentazione Impariamo a variare la nostra alimentazione 2

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La varietà dei cibi nella nostra
alimentazione è sempre più bassa.

di
Luciano Rizzo

Perché
abbiamo bisogno di varietà nell’alimentazione?

Fin
dalla preistoria il nostro corpo è fatto per funzionare con cibi sempre
diversi.

Veniamo
da  un milione di anni di
vita in ambienti in cui si sopravviveva cacciando. Ciò significa che
letteralmente ogni cibo (leggi preda animale o vegetale) era diverso da
un altro.

Il
passaggio all’agricoltura, circa 20000 anni fa, ha complicato le cose.
Il nostro organismo non è fatto per mangiare solamente granaglie come
gli uccelli, ne solo vegetali, come gli erbivori. Inoltre, diversamente
dai carnivori, che hanno denti aguzzi, abbiamo una dentatura mista, che
indica appunto la necessità di alimentazione varia. I quattro canini
indicano l’abitudine ad addentare carne e gli incisivi a tagliarla,
mentre i molari testimoniano che siamo fatti anche per una dieta
vegetale.

Stiamo
parlando di una dieta di cui ci siamo nutriti per almeno 100000 anni. Il
nostro codice genetico, in questo periodo, ha avuto variazioni
infinitesimali, e quindi rimane ancor oggi l’alimentazione ideale. 


Veniamo
alla la situazione attuale.

Le
coltivazioni intensive e i cibi geneticamente modificati tendono a
standardizzare le colture.

Le
varietà di grano utilizzate in agricoltura è passata dalle 150 di
inizio secolo alle circa 30 attuali. Gli ogm, poi, si basano sulla
logica del profitto. Cioè, quando una varietà vegetale viene
introdotta in commercio, viene diffusa il più possibile, a scapito di
tutte le altre, per ottimizzare l’investimento. Ciò diminuisce la
varietà di cibi vegetali sulla nostra mensa.

Inoltre
compriamo moltissimi tipi di verdura e frutta fuori stagione. Dal punto
di vista immunitario, significa mantenere sempre quel messaggio, quella
frequenza, a contatto con il nostro sistema di difesa.

Impediamo
così al sistema immunitario di “dimenticarsi”, nel tempo che va da
un anno all’altro, dei vari eccessi, o semplicemente dei cibi cui lo
abbiamo sottoposto in una determinata stagione.

Per
gli animali da allevamento c’è un altro discorso: vengono nutriti
tutti con gli stessi mangimi. Quindi bere latte a Napoli o Milano è
praticamente la stessa cosa. Perdiamo l’utile variazione di frequenze
alimentari che si ha passando da un luogo all’altro.

E,
soprattutto, questi animali ricevono antibiotici per tutta la vita,
(spesso anche ormoni e tranquillanti). La loro carne crea nel nostro
intestino una flora resistente. Gli effetti si sommano alla depressione
immunitaria da mancanza di varietà alimentare, portando a frequente
tendenza alle infiammazioni. 

Infine
la pubblicità ci propone un’enorme varietà di cibi preconfezionati:
merendine, bibite gasate, gelati, omogeneizzati, biscotti ecc. Se
andiamo a guardarne la composizione scopriamo che lo zucchero è una
costante, e così dicasi per latte o grano, a seconda del prodotto…


Quali
gli effetti di questa situazione?

Diminuendo
la varietà dei cibi che introduciamo nel nostro organismo abbiamo una
serie di sintomi, che vanno dall’iperattività, alla depressione alla
stanchezza. E, soprattutto, creiamo inutilmente dei fattori
predisponenti al male del secolo: la colite.. Per questo disturbo larga
parte della popolazione soffre di aerofagia, meteorismo, digestione
lenta o difficile. Questo li porta a costose cure, che, a loro volta,
provocano imprevedibili effetti collaterali.


Ci
sono delle soluzioni?

Se
andate in supermercato o al botteghino troverete comunque un ampia
scelta di cibo, anche con cibi meno conosciuti, come l’avocado o il
mango. Ma la più ampia varietà la trovate nei negozi bio. Li troverete
cibi come il quinoa, l’amaranto, il kamut, il tahin, la patata
americana, il  succo
d’agave, i lupini, il latte di mandorle ecc. Essi ci aiutano a variare
la nostra alimentazione.

Evitate
di mangiare cibi troppo complessi, come il pane ai cinque cereali. Non
ha senso sensibilizzare il sistema immunitario con tante frequenze
contemporaneamente. Mangiarle una alla volta ci da stimoli diversi di
giorno in giorno. E ci aiuta a restare in salute.

 
 
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