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Tumori C'è un’infezione dietro al 18 per cento dei tumori

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Epatite, Hpv, Hiv ogni anno provocano due milioni di casi di cancro


MILANO –Quasi due milioni di casi di cancro l’anno sono dovuti a infezioni. Sia chiaro: i tumori non sono contagiosi, però sapere che Helicobacter pylori, Papilloma virus, Hiv e molti altri agenti biologici, sono cancerogeni diffusi in tutto il mondo, può aiutare nella prevenzione dei tumori. Lo ricordano 36 esperti provenienti da 16 Paesi diversi, che hanno rivalutato per l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). I risultati del lavoro sono apparsi in sintesi sul numero di aprile di Lancet Oncology e saranno pubblicati dall’Iarc in un volume monografico.

I NUMERI - Nel 2002 sono stati stimati 1,9 milioni di casi di cancro attribuibili ad infezione, ossia il 17,8 per cento del totale. La percentuale dei tumori maligni attribuiti ad agenti infettivi è più alta nei Paesi in via di sviluppo (26 per cento) e significativamente più bassa nei Paesi sviluppati (otto per cento), soprattutto per la più bassa prevalenza di infezione e per la presenta di programmi di screening (come il test Hpv e il Pap test per l’utero). La cosa importante, sottolineano i ricercatori, è che riuscire a elaborare stime sempre più precise e identificare nuove forme di cancro legate a fattori infettivi significa che sempre più tumori sono potenzialmente prevenibili. Ecco i principali agenti infettivi già classificati come «cancerogeni per gli esseri umani» di cui è stato rivalutato il rischio.

EPATITE – Sono oltre 470 milioni le persone al mondo infettate da epatite B (300 milioni) e C (170 milioni), soprattutto in Asia e in Africa. L’infezione cronica, attraverso i meccanismi dell’infiammazione, può provocare cirrosi e fibrosi, che possono degenerare in tumori del fegato. Inoltre ci sono ormai dati sufficienti per ritenere che l’infezione da epatite C causi linfomi non Hodgkin del tipo a cellule B.

VIRUS DI EPSTEIN-BARR – Membro della famiglia degli Herpes virus, è pacificamente presente in quasi tutti gli esseri umani, ma può causare malattie (la più nota è la mononucleosi infettiva) e diversi tipi di tumore, compreso il carcinoma rinofaringeo, uno dei tumori più comuni nel sud est asiatico, e varie forme di linfoma, fra cui il linfoma di Burkitt che flagella i bambini in Africa. Oggi ci sono pesanti indizi della responsabilità del virus anche per il 5-10 per cento dei carcinoma gastrici, con una forma istologica che si distingue da quella di altre neoplasie dello stomaco e che insorge perlopiù in giovani adulti.

KSHV E HIV – E’ un Herpes virus associato al sarcoma di Kaposi, di cui ora si conosce il legame con il sarcoma di Kaposi e una rara forma di linfoma a cellule B, specialmente in persone con il sistema immunitario indebolito (trapiantati o sieropositivi, ad esempio).

HPV – Nelle sue varie forme, è responsabile della quasi totalità dei tumori del collo dell’utero. I tipi 16, 18, 31, 33, 35, 45, 52, 58 e, meno diffusi, 39, 51, 56, 59 sono stati classificati come cancerogeni. L’Hpv-16, in particolare, è associato anche ai tumori di vulva, vagina, pene, ano, cavo orale, orofaringe e tonsille.

HELICOBACTER PYLORI – Può causare soprattutto il cancro dello stomaco e, più raramente, linfomi gastrici chiamati Malt (mucosa-associated lymphoid tissue), malattie a basso grado che regrediscono con l’eradicazione del virus. Una curiosità: diversi studi hanno mostrato che le persone infettate dal batterio sono meno esposte al rischio di tumori dell’esofago. Al gruppo di lavoro Iarc hanno collaborato Antonino Carbone, direttore del Dipartimento di Patologia diagnostica e laboratorio dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Diego Serraino, direttore dell'Unità di Epidemiologia e Biostatistica del Centro di Riferimento Oncologico (Cro) di Aviano, e Lawrence Banks, a capo del gruppo di ricerca sulla virologia tumorale dell’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology di Trieste.

Donatella Barus
29 aprile 2009
www.corriere.it


 
 
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