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Elettrosmog Quanto è noioso il calcio

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Gli schemi di gioco si ripetono, identici, da almeno dieci anni. Lo dimostra l'analisi delle partite giocate negli ultimi tre Campionati del mondo


Cambiano le squadre, gli allenatori, i giocatori, ma all'interno dei campi da calcio la palla continua a girare sempre nello stesso modo: le partite, cioè, si svolgono secondo schemi di gioco che si ripetono, identici, da almeno dieci anni. Lo proverebbe uno studio pubblicato sulle pagine Psycothema (qui il link all'articolo), guidato da Julen Castellano della Facultad de Ciencias de la Actividad Física y el Deporte dell’Università dei Paesi Baschi.

Insieme ai colleghi dell’Università di Malaga, Castellano ha analizzato con metodi statistici (analisi della varianza e delle componenti generalizzabili) 48 partite giocate nelle fasi finali degli ultimi tre Campionati del mondo. Le sue conclusioni? Se non conoscessimo i giocatori, sarebbe impossibile distinguere una partita dei Mondiali di Francia ’98, da una giocata nei Mondiali del 2006.

I ricercatori hanno considerato il gioco come un sistema dinamico e, attraverso programmi sviluppati ad hoc, hanno considerato l’interazione tra 4 variabili. La prima è, ovviamente, la variabile temporale (cioè l'anno del Mondiale); la seconda è il risultato momentaneo, che influisce sul comportamento dei giocatori (questo fattore è stato diviso in 7 categorie: la squadra A è in vantaggio e vince, la squadra B è in vantaggio e vince, la squadra A è in vantaggio e la squadra B pareggia, la squadra B è in vantaggio e la squadra A pareggia, le squadre sono in pari ma la A fa un goal e vince, le squadre sono in pari ma la B fa un goal e vince, le due squadre pareggiano); la terza variabile è il “contesto di interazione”, cioè la posizione della palla rispetto ai giocatori delle squadre avversarie; la quarta è la zona del campo dove i “contesti di interazione” si creano e si trasformano.

I modelli danno ragione a chi pensa che il calcio sia un gioco monotono. “A meno che non intervengano nuove regole che modifichino il modo in cui i calciatori interagiscono, sappiamo già come si giocherà nel 2010 in Sud-Africa”, conclude Castellano. (m.s.)
galileonet.it


 
 
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