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Alimentazione Coca-Cola: una revisione critica

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Le
bevande gasate a base di cola sono le bibite più diffuse tra i giovani. Ma che effetto hanno
sulla salute? Valutiamone
i danni metabolici.  

di
Luciano Rizzo

Le bevande gasate a
base di cola sono le bibite più diffuse tra i giovani. Ma che effetto
hanno sulla salute?

Osserviamo la
composizione della più tipica: la Coca Cola.


I due componenti più
noti sono zucchero e caffeina.


Il primo è presente
in quantità notevole: fino a dieci cucchiaini da caffè per lattina.
Circa cento grammi per litro. Per questo tali bevande sono considerate
tra le principali responsabili di obesità e cellulite negli USA. Lo
stress pancreatico conseguente allo zucchero, poi, è causa del diabete
e dell’aumento dei tumori nei paesi occidentali. Questo secondo il
centro IARC di Lione,  che
sta svolgendo una ricerca su 500000 persone.

Ecco l'esito di una
ricerca che il dr. Mc Cay condusse nel 1962 sulla Coca-Cola presso
l'Istituto Navale di Ricerche mediche nel Texas "I molari dei
topi" si legge "si sono dissolti sino alla linea della gengiva
nel caso in cui i topi erano stati ben alimentati, ma non avevano bevuto
che una bevanda a base di Coca per sei mesi".


La caffeina, invece,
è sotto accusa perché provoca osteoporosi. Lo dice, sulle
pagine della rivista American Journal of Clinical Nutrition,
un’équipe di ricercatori del Centro ricerche osteoporosi
dell’Università Creighton di Omaha, nel Nebraska (Stati Uniti).


Secondo quanto
verificato dagli studiosi Robert Heaney e Karen Rafferty, che hanno
firmato lo studio, coloro che bevono parecchie bibite addizionate con
caffeina tendono a “perdere” il calcio attraverso le urine, invece
che depositarlo nelle ossa. Per giungere a queste conclusioni, hanno
esaminato gli effetti di varie bevande su un gruppo di 30 donne. Hanno
verificato che coloro che consumavano soprattutto bibite contenenti
caffeina avevano «un minimo ma significativo incremento di escrezione
urinaria di calcio. Cosa che invece non abbiamo notato nelle donne che
bevevano soprattutto bibite con acido citrico o fosforico.


Ma ci sono altre
sostanze nella lattina. Essendo fatta di alluminio abbiamo la presenza
di tracce di questo metallo, tossico per il nostro organismo.


Abbiamo poi la
presenza di acido ortofosforico, che, in grande quantità, può alterare
l’equilibrio acido – base del nostro organismo.


L’elemento
successivo è il “caramello”. Questi non corrisponde allo
"zucchero caramellato" usato 80 anni or sono, ma e' soltanto
un colorante, indicato con E 150, ricavato dalla bruciatura dello
zucchero in presenza di sali ammoniacali per ottenere un potere
colorante maggiore e per dare quel gusto "particolare", tipico
della bevanda.

Manca un ultimo
particolare: i famosi “aromi naturali”.


Nelle due bevande
originali, la Coca Cola e la Pepsi Cola, era presente la foglia della
Coca. Poi vista la sua azione di droga, nel 1906 le aziende per legge dovettero togliere l'alcaloide cocaina. Non la foglia,
però, quella è rimasta fino ai giorni nostri, depauperata dell’alcaloide stimolante. La
foglia della coca decorticata, comunque, ha molte altre sostanze, con
una gamma di effetti tutti da verificare, perché non studiati in
letteratura. 


Su www.esonet.org
si legge: “La Coca-Cola e' una bibita analcolica. Come tale, e'
regolamentata dalla legge n° 719 del 19 Maggio 1986. All'art. 5 si
legge: "Le bibite analcoliche vendute col nome di un frutto o col
nome della relativa pianta, debbono essere preparate con sostanze
provenienti dal frutto o dalla pianta di cui alla denominazione".


La Coca-Cola, che nasce con
l'accoppiamento del nome di due piante e precisamente la Coca Boliviana
e la Cola Acuminata, dovrebbe contenere le essenze di tali piante. La
Coca-Cola dovrebbe quindi contenere gli estratti di Cola, ricchissimi di
caffeina, e gli estratti di Coca, il cui principio attivo e' una
sostanza stupefacente, la cocaina,


La Coca-Cola è quindi fuori legge sia
nel caso che contenesse gli estratti, sia nel caso che non li
contenesse.


La ditta produttrice è già stata
condannata in Italia per aver omesso, sulle lattine di Coca Cola Light,
l’avvertenza che gli edulcoranti presenti possono nuocere alla salute
di bambini e donne in gravidanza. 


Finiamo ricordando
che  ogni cittadino italiano
beve in media 25 litri di questa sostanza all’anno. Abbiamo poi tutte
le altre bibite industriali più o meno simili, che fanno salire questa
stima a 50 – 60 litri l’anno procapite.

I principali
consumatori sono i bambini dai 4 –5 anni in su. Comincia così
l’assuefazione dei bambini alle sostanze stimolanti in un’escalation
che porta prima all’uso di eccitanti come zucchero e cioccolata,
successivamente al caffè. Da lì è molto facile arrivare alle
sigarette, all’alcool e a qualsiasi altro tipo di stimolante. Ogniuna di queste sostanze (chiamate anche nervini) ha insita nel suo funzionamento una diminuzione di efficacia
e l’impossibilità a smetterne l’uso. E’ molto comune, per una
persona assuefatta, dover passare a dosi sempre più alte di stimolante,
oppure cercare qualcosa di più forte, in un escalation di stimolazione,
ma di successiva, inevitabile, sempre più frequente, depressione.



 
 
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