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Veterinaria Veterinaria: un nuovo approccio terapeutico

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La Kinesiologia si adatta benissimo anche agli animali. Iniziano una serie di articoli sull'argomento   

Articolo
di Stefano Cattinelli e Roberta Benini

 

 

 Un
nuovo approccio terapeutico in medicina veterinaria: tre metodiche al
servizio degli animali 

 

 

<u>Riassunto</u>:
Con il presente articolo si vuole analizzare una nuova possibilità
diagnostica e terapeutica in grado di portare sicuri benefici a chi,
come veterinario, si occupa di medicina complementare e a chi, come
paziente, si trova ad affrontare una patologia così impegnativa e
frustrante. Nell'unità dell'azione terapeutica atta a riequilibrare la
disarmonia di cui il soggetto è affetto, si possono individuare due
tipi di approcci ( allopatico ed energetico ) che conducono a tre
gradini di intervento: 1)kinesiologico 2)omeopatico-omotossicologico 3)floriterapico

 

Parole chiave: ALIMENTAZIONE,
KINESIOLOGIA, OMOTOSSICOLOGIA,
FLORITERAPIA

 

<u>Summary</u>.
With this work we want analize a new diagnostic and therapeutic
opportunity which can helps the practitioner, who uses complementary
medicine, and the patient, who is involved in a so hard disease. We can
distinguish two kind of approach (scientific and energetic ) which lead
to three steps of treatment: 1)kinesiologic, 2)omeopathic and 3)flotitherapic.

 

Introduzione

 

§260.
"Per i malati cronici la ricerca accurata degli ostacoli alla
guarigione è ancora necessaria, poiché la loro malattia di solito è
stata aggravata da errori, spesso sconosciuti, del regime di vita"

(1) Hanehmann “Organon”.

 

Negli
ultimi anni l'alimentazione degli animali ha subito un grande
cambiamento: la maggior parte dei cani e dei gatti vengono alimentati
con cibi preconfezionati, la cui origine viene garantita dalla stessa
ditta che li vende ( mi sono sempre chiesto se una ditta che vende il
prodotto ha interesse a denigrare il prodotto stesso).

Proprio
in concomitanza con l'insorgere di tutta una serie di problematiche
allergiche legate ad un fattore alimentare, sono ora disponibili in
commercio una ampia gamma di prodotti dietetici definiti "ipoallergici".

 

Additivi
chimici, conservanti, residui farmacologici, (da sottolineare il regime
dietetico a base di mangimi medicati e le ripetute vaccinazioni a cui
sono sottoposti gli animali da allevamento da cui originano i cibi per i
cani e gatti), pesticidi ed inquinanti vari sono le tossine a cui
principalmente vengono in contatto i nostri amici. Lo stesso tipo di
tossine possono essere presenti anche nel cibo fresco, nel "
pastone ", a meno che (cosa molto rara) non si usino prodotti
biologici. Oltre a questo, grazie alla selezione genetica, si sono
create razze particolarmente sensibili a livello cutaneo e intestinale.

 

La
diagnosi di allergia alimentare richiede dapprima l'esclusione di altre
cause di dermatosi allergiche che comprendono l'atopia ( termine vago ed
oscuro ), la dermatite da morso da pulci, la presenza di parassiti e la
ipersensibilità ai farmaci. 

 

L'organismo,
in presenza di queste tossine, reagisce sempre con una qualche forma di
"centrifugazione": attraverso la pelle con desquamazioni,
pruriti, dermatiti soprattutto dorso-lombari, forfora, ponfi, eczemi (di
solito umidi in caso di sintomi acuti), ispessimenti cutanei o
lignificazione (in caso di patologie croniche); attraverso l'orecchio
con dermatiti del padiglione auricolare , otiti ceruminose semplici o
complicate da sovrainfezioni batteriche; attraverso l'apparato
gastroenterico con vomito e diarrea ( acuta e cronica ) anche
emorragica, meteorismo, flatulenze, muco, replezioni delle ghiandole
anali ed aumento della quantità di erba ingerita; attraverso l'occhio
con epifora, fotofobia, congiuntivite e cheratite. ( 2 )

 

La
situazione di solito si complica ulteriormente con l'uso di terapie
soppressive a base di cortisonici ed antibiotici, molto usati, nella
fase iniziale della patologia, per controllare soprattutto le
manifestazioni acute ed iperacute.

Le
situazioni croniche sono le più subdole sia da diagnosticare che da
curare e possono essere la base da cui originano altre patologie più
complesse.

L'evidenziazione
di quelle sostanze che creano una disarmonia, sia se ci troviamo di
fronte a delle manifestazioni patologiche evidenti, sia, come sana
profilassi, se ancora il soggetto non ha alcun sintomo, rappresentano un
punto fermo in ogni intervento terapeutico.

L'obiettivo
della terapia in caso di allergie è frenare l'apporto di tossine e
favorire l'escrezione delle stesse.

 
 
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