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Editoriali Il governo vuol bloccare i blog

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Siamo tutti uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri...

ROMA (Reuters) - La riforma della legge sull'editoria sostenuta dal governo non "tapperà la bocca" a Internet e ai blog: è la rassicurazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Ricardo Franco Levi, a Beppe Grillo, che ha detto di temere la chiusura del 99% dei blog. "Caro Grillo -- comincia Levi nel suo messaggio -- vorrei tranquillizzare lei, i lettori del suo blog e, più in generale, il 'popolo di Internet'". "Con il provvedimento che tra pochi giorni inizierà il suo cammino in Parlamento non intendiamo in alcun modo né 'tappare la bocca a Internet' né provocare 'la fine della Rete'. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l'intenzione", afferma il sottosegretario con delega all'editoria. Nel suo diario online (www.beppegrillo.it), uno dei più cliccati della Rete, Grillo sostiene che il disegno di legge di riforma dell'editoria, approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre scorso, metta "un bavaglio all'informazione" perché obbligherà anche chi svolge "attività editoriale su Internet" a iscriversi al Registro degli operatori di comunicazione (Roc), sottoponendosi, al pari di qualsiasi pubblicazione, anche alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa (art.7). Per prodotto editoriale il disegno di legge intende "qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso", a esclusione dei prodotti destinati alla sola informazione aziendale e di quelli discografici e audiovisivi. La legge si applica inoltre anche a chi svolge attività editoriale senza fini di lucro e "in forma non imprenditoriale". Il registro, che sostituirà il Tribunale dove finora venivano registrati i prodotti editoriali, sarà tenuto dal Garante per le comunicazioni, che vigila sulla trasparenza e la pluralità dell'informazione. Tutti punti questi che hanno messo in allarme il popolo della Rete. VERDI: PRESENTEREMO EMENDAMENTI "Quale ragazzo -- si chiede Grillo nel suo post di oggi -- si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?". Il governo, risponde Levi, non pensa "alla ragazza o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog" ma a "chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, così un autentico operatore del mercato dell'editoria". Sarà l'Autorità Garante per le Comunicazioni a stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori, spiega Levi. Principio questo contestato da Grillo che lo definisce un paravento per la responsabilità dei ministri di governo. "Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia", commenta il comico, lamentando anche il rischio di "galera quasi sicura" per i blogger che dovranno dotarsi di una società editrice, avere un giornalista iscritto all'albo come direttore responsabile e rispondere "in caso di reato di omesso controllo sui contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale". Mentre il dibattito infiamma gli osservatori politici e gli internauti, come si evince dal sito punto-informatico.it, il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio anticipa che i Verdi "sono contrari all'obbligo di registrazione per i blogger" e che per questo "presenteranno emendamenti alla legge sull'editoria per evitare che ci siano restrizioni per chi apre un blog e per consentire a tutti gli utenti di poter parlare liberamente nella rete". Il disegno di legge approvato dal governo è consultabile all'indirizzo http://www.governo.it/Presidenza/DIE/index.html.


 
 
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