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Farmaci Farmaco per la schizofrenia causa il diabete

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Ennesimo scandalo per gli effetti collaterali di un farmaco, tenuti nascosti dall'azienda produttrice

Non c'è pace per il mondo delle aziende farmaceutiche: un nuovo scandalo sembra in arrivo dagli Usa, dove il quotidiano New York Times sostiene che la multinazionale farmaceutica Eli Lilly avrebbe omesso di fornire dati essenziali sull’iperglicemia riscontrata in numerosi pazienti trattati con olanzapina, un farmaco indicato nel trattamento della schizofrenia.

Un avvocato dell’Alaska impegnato da anni nella tutela dei diritti dei pazienti psichiatrici ha inviato al prestigioso quotidiano centinaia di documenti riservati della Eli Lilly dai quali risulterebbe ad esempio che i pazienti trattati con olanzapina hanno una probabilità 3,5 volte maggiore di subire un significativo innalzamento dei valori di glicemia ematica rispetto ai pazienti trattati con placebo .





Eppure – nello stesso periodo in cui diffondeva internamente questi dati – l’azienda (sempre secondo gli editorialisti del New York Times), in rapporti diffusi presso medici statunitensi, minimizzava decisamente l’effetto del trattamento con olanzapina sui valori di glicemia.





Un altro studio riservato Eli Lilly datato 1999 rivela che il 16 per cento dei pazienti trattati con olanzapina per almeno un anno ha mostrato un significativo aumento di peso corporeo (fino a oltre 30 kg). L’azienda non ha diffuso questi dati, focalizzando invece la sua campagna informativa su un piccolo gruppo di trial clinici nei quali nel 30 per cento dei pazienti il peso era aumentato di circa 10 kg.





L’aumento di peso e l’iperglicemia sono importanti fattori di rischio per il diabete di tipo 2, e sulla questione se il trattamento con olanzapina aumenti l’incidenza del diabete si è sviluppato per anni un articolato dibattito scientifico. L’Eli Lilly ha sempre smentito qualsiasi legame tra olanzapina e diabete.





In risposta all’articolo apparso sul New York Times, la Eli Lilly ha sottolineato che i dati pubblicati come ‘riservati’ erano fuori contesto e parziali, e solo i dati attuali – condivisi con la Food and Drug Administration - sono il frutto dell’analisi corretta di ogni evidenza sperimentale.





La speranza ora è che venga fatta definitivamente chiarezza sugli effetti collaterali di un farmaco che nel 2005 è stato assunto da più di 2 milioni di pazienti in tutto il mondo.





Fonte: Berenson A. Disparity emerges in Lilly data on schizophrenia drug. The New York Times 21/12/2006.

david frati


Il Pensiero Scientifico Editore


 
 
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