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Alimentazione Studio sperimentale sulla Coca Cola

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Visto che molti nelle feste la berranno..

Ecco i risultati di uno studio a lungo termine su ratti Sprague-Dawley, cui è stata somministrata la famosa bevanda

La Coca-Cola è stata inventata nel maggio 1886 ad Atlanta, Georgia, da un farmacista che, più o meno per caso, miscelò acqua carbonata con sciroppo di zucchero, acido fosforico, caffeina ed altri aromi naturali per creare quella che è conosciuta come la “bibita analcolica più diffusa al mondo.” Attualmente la Coca-Cola è venduta in più di 200 nazioni e agli inizi del 2000 l'azienda ha venduto la sua 10 miliardesima confezione di prodotto marchiato Coca-Cola.

Stante il consumo mondiale di Coca-Cola, la Fondazione Europea Ramazzini ha pianificato e condotto presso il suo CRCCM di Bentivoglio, Bologna, un progetto sperimentale per studiare gli eventuali effetti a lungo termine correlati alla somministrazione a ratti Sprague-Dawley di Coca-Cola al posto dell'acqua da bere per tutta la vita, fino a morte naturale.

I test biologici sono stati eseguiti su ratti maschi e femmine di diverse età, e precisamente:
(a) esposti sin dalla fase embrionale o dall'età di 7 settimane;
(b) esposti a partire da 30, 39 o 55 settimane d'età. Complessivamente il progetto ha riguardato 1999 ratti. Durante la fase vitale, sono stati raccolti dati sul consumo di bevande e di cibo, sul peso corporeo e la sopravvivenza.

Gli animali sono stati tenuti sotto osservazione fino al decesso naturale e quindi sottoposti ad autopsia. I risultati indicano:
(a) un aumento del peso corporeo di tutti gli animali trattati;
(b) un aumento statisticamente significativo in relazione ai tumori maligni mammari nelle femmine, sia con prole che senza;
(c) un aumento statisticamente significativo dell'incidenza degli adenomi esocrini del pancreas sia nei maschi che nelle femmine, sia con prole che senza;
(d) una maggior incidenza, per quanto non statisticamente significativa, dei carcinomi delle cellule delle isole del pancreas nelle femmine, un tumore maligno verificatosi molto raramente nei controlli storici del CRCCM.

Sulla base dei risultati di questo studio, il consumo eccessivo di bevande analcoliche dovrebbe essere generalmente scoraggiato, in particolare nei bambini e negli adolescenti.

Disinformazione.it, 12 dicembre 2006


 
 
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