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Psicologia Il cervello: se non lo usi lo perdi

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Ha bisogno di ginnastica come il resto del corpo

(ANSA) SYDNEY, 31 GEN Il cervello: 'Se non lo usi lo perdi' . E questo il messaggio di una ricerca australiana sul ruolo dell attivita mentale nell arco della vita umana, nel ridurre il rischio di demenza. I neuroscienziati dell universita del Nuovo Galles del sud, Michael Valenzuela e Perminder Sachdev, hanno passato in rassegna gli studi piu autorevoli condotti in materia, concludendo che nelle persone che esercitano regolarmente il cervello si riduce di quasi la meta la probabilita di soffrire di demenza.
Nello studio, pubblicato sulla rivista Psychological Medicine, i due scienziati hanno esaminato le conclusioni di 22 ricerche condotte sulla popolazione, riguardanti oltre 29 mila persone in tutto il mondo, che sono state osservate per una media di sette anni. Gli studi hanno esaminato in particolare il ruolo che svolgono i marker biografici di attivita mentale - come istruzione, occupazione e proseguimento dell attivita mentale fino all eta avanzata - nel prevenire il declino mentale.
La conclusione piu inattesa che emerge dai vari studi, secondo i due scienziati, e che le esperienze pregiudizievoli nella vita, come i bassi livelli educativi e le privazioni socioeconomiche, possono essere compensate con la pratica di esercizi mentali in eta piu avanzata. Come avviene con la forma fisica, che si puo mantenere con l attivita e l allenamento, cosi il cervello si mantiene sano con l esercizio, osservano Valenzuela e Sachdev.
Indipendentemente dai livelli di attivita precedenti, il rischio di demenza e legato all attivita mentale continuata dopo il pensionamento , sostengono gli autori. Questa puo consistere nel seguire degli studi, nella lettura, in attivita sociali come volontariato, o in attivita ricreative complesse come gli scacchi o la pratica di un arte .
Le ricerche internazionali avevano prodotto finora conclusioni discordanti sul ruolo che ha, nel proteggere le persone dalla demenza, la cosiddetta riserva cerebrale istruzione, occupazione, quoziente di intelligenza e attivita ricreative mentalmente stimolanti. Lo studio australiano spiegherebbe perche' una proporzione fra il 10 e il 40% di persone che nell autopsia rivelano chiari segni patologici del morbo di Alzheimer, non mostrano alcuna menomazione mentale prima della morte.
I due studiosi intendono ora verificare i risultati con una sperimentazione su 400 pensionati a rischio di demenza. Meta di essi scelti a caso prenderanno parte ad attivita mentalo continuate, mentre gli altri faranno da gruppo di confronto. I due gruppi saranno osservati nell arco di sette anni, per determinare il tasso differenziale di demenza fra di essi.
Affrontare la demenza e diventata una priorita nazionale in Australia, come in altri paesi avanzati, dato l invecchiamento della popolazione previsto nei prossimi 20-30 anni. (ANSA)


 
 
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