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Editoriali Una vita semplice

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"La voluntary simplicity è una questione di libertà e di pieno possesso della propria vita. La semplicità è vivere con meno, indipendentemente da tutto ciò che il denaro può comprare. La voluntary simplicity è scegliere deliberatamente di volere meno cose" (Clay e Judy Wood)


I primi segnali li hanno raccolti i quotidiani Financial Times, e USA Today. Il primo si domandava se la gente sente davvero bisogno, ad esempio, d'elettrodomestici "intelligenti". Il secondo, invece, ha intitolato un'articolo di prima pagina "Simple sells" (il semplice vende) persone sentano sempre più l'esigenza di fare scelte semplici e di evitare le eccessive complicazioni della vita moderna, riportando alcuni siti internet, libri, riviste e linee d'abbigliamento dedicate al nuovo stile di vita.

In realtà il termine che indicava un ampio concetto di frugalità risale a molto più indietro. negli anni trenta infatti fu introdotto negli Usa da un discepolo del Mahatma Ghandi che indubbiamente nella ricerca dell'essenzialità e della profondità dell'animo umano è stato un grande maestro.

Oggi la voluntary simplicity è uno stile che contraddistingue le fasce avanzate della società occidentale i cosiddetti "creativi culturali": negli Stati Uniti esistono 50 milioni di persone che si riconoscono in questa etichetta (un adulto su quattro) e in Europa anche di più (un adulto su tre). Essi aderiscono a principi fortemente ambientalisti, badano molto alle relazioni sociali, ritengono fondamentale lo sviluppo psicologico e spirituale degli individui, ma soprattutto rinnegano in modo assoluto il consumismo. La loro attenzione è rivolta alle energie rinnovabili, ai prodotti che si basano su un uso efficiente delle risorse, ai trasporti alternativi, alla protezione della natura, agli alimenti biologici, alle medicine alternative, agli investimenti responsabili, all'ecoturismo e allo studio. Inoltre guardano la TV circa la metà della media, ma ascoltano la radio il doppio della media, leggono libri e riviste e navigano in Internet. Fanno parte di questo gruppo i 30 milioni di americani che praticano yoga (erano 4 milioni nel 1990).
(Eco & bio 46)


 
 
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