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Carne e tumori
Data: Mercoledì, 17 giugno @ 00:01:03
Argomento Tumori


Quella rossa li favorisce
LM&SDP
La carne rossa è già stata imputata di favorire lo sviluppo del cancro al colon, per cui sono molti i nutrizionisti che consigliano un consumo moderato di questo alimento. Ma la carne rossa pare non si limiti a favorire il tumore all’intestino, ma arriverebbe a favorire anche quello al seno.
A suggerire che le donne dovrebbero limitare l’assunzione di carne rossa fin dalla giovane età – per evitare di aumentare il rischio di carcinoma mammario da adulte – è un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal (BMJ) e condotto da un team di ricercatori statunitensi coordinati dalla dott.ssa Maryam S Farvid.

Il nuovo studio si presenta come il primo ad aver esplorato il collegamento tra l’assunzione di carne rossa fin da quando si è giovani, giovani adulti, e il cancro al seno. I precedenti studi, infatti, si erano concentrati sul rischio associato alla dieta durante le mezza età o da anziani. Questi stessi studi hanno suggerito che non vi era alcuna associazione significativa tra la carne rossa e il tumore del seno. Nonostante ciò, vi sono molte evidenze che suggeriscono che alcuni fattori di rischio, come anche i fattori dietetici, possono avere maggiori effetti sullo sviluppo del cancro al seno durante la prima età adulta.

Per questo motivi, il team di ricerca ha deciso di esaminare l’associazione tra fonti di proteine alimentari in età adulta e il rischio di cancro al seno.
Sono così stati analizzati i dati relativi a 88.803 donne in premenopausa, con un’età compresa tra i 26 e i 45 anni, che hanno partecipato al “Nurses’ Health Study II”, e che avevano completato un questionario sulla dieta nel 1991.
I dati richiesti vertevano sul consumo di carne in generale, tra cui carne rossa non trasformata come carne di manzo, maiale o agnello e hamburger, e carne rossa lavorata come wurstel, pancetta e salsiccia. Nel questionario erano inclusi la carne di pollo e tacchino; il pesce, tra cui tonno, salmone, sgombro, sardine. Tra i vegetali erano inclusi i legumi come fagioli, lenticchie e piselli e, infine, anche la frutta secca come noci, nocciole, arachidi, mandorle, pistacchi ecc.

In base a questi dati, i ricercatori hanno suddiviso le partecipanti in 9 categorie di consumatrici di carne: si partiva da “mai” per arrivare a “meno di una volta al mese” e fino ad addirittura “6 volte al giorno” – con tutte le variabili intermedie.
Sono stati presi in considerazione anche altri fattori quali età, altezza, peso, razza, storia familiare di cancro al seno, storia di malattia benigna del seno, fumo, stato menopausale, ormonale e uso di contraccettivi orali. E’ anche stata presa in considerazione la dieta che potevano aver seguito le donne quando adolescenti, prendendo atto degli alimenti comunemente mangiati tra il 1960 e il 1980, quando queste donne sarebbero state al liceo.

Durante i 20 anni di follow-up preso in considerazione, dalle cartelle cliniche sono stati identificati 2.830 casi di cancro al seno. Inserendo questi dati in un modello statistico, i ricercatori sono stati in grado di stimare i rischi di cancro al seno per le donne con diete differenti. Le stime ricavate hanno mostrato che per ogni passo d’incremento del consumo di carne rossa, vi era stato un corrispettivo passo di aumento del rischio di tumore al seno, durante il periodo di studio.
La proiezione statistica ha permesso di calcolare che una maggiore assunzione di carne rossa era associata a un aumento del rischio di cancro al seno del 22% complessivo. Ogni porzione in più al giorno di carne rossa è stata associata con un aumento del 13% del rischio di cancro al seno (12% nelle donne in pre-menopausa e l’8% nelle donne in post-menopausa).

Per contro, i dati hanno rilevato un minor rischio di cancro al seno nelle donne in post-menopausa che avevano dichiarato un maggior consumo di pollame. Sostituendo una porzione al giorno di carne rossa con una di pollame, il modello statistico ha associato un rischio inferiore del 17% di cancro al seno in generale e un rischio inferiore del 24% di cancro al seno dopo la menopausa.
Inoltre, sostituendo una porzione al giorno di carne rossa con una di legumi, noci, pollame e pesce, il rischio di cancro al seno in generale e cancro al seno in premenopausa è sceso del 14%.

In conclusione, Farvid e colleghi ritengono che una maggiore assunzione di carne rossa quando si è giovani adulti «può essere un fattore di rischio per il cancro al seno, e sostituendo la carne rossa con una combinazione di legumi, pollame, noci e pesce si può ridurre il rischio di cancro al seno».

http://www.lastampa.it/2014/06/11/scienza/benessere/alimentazione/la-carne-rossa-favorisce-il-cancro-al-seno-bfHVdLCDp8NfSEnGuif8DJ/pagina.html

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