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Come cancellare il debito?
Data: Sabato, 07 febbraio @ 00:12:16
Argomento Editoriali


La norma del debito odioso o immorale è stata utilizzata da molti governi per cancellare il debito creato artificialmente da governi corrotti. La utilizzerà anche la Grecia?
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2015

In un mondo dominato dalla finanza e dai poteri forti, l'arma più utilizzata dai potentati economici per la sottrazione di risorse ai paesi meno sviluppati è diventata quella dell'imposizione di pesanti debiti tramite organismi come la Banca Mondiale ed il Fondo Monetario Internazionale e figure come quella dei Sicari dell'Economia (Economic Hitmen).

Moltissimi paesi, negli anni, si sono venuti a trovare di fronte alla tragica scelta tra il ripagamento dei debiti verso i creditori internazionali e l'investimento nella spesa pubblica mirata al benessere dei propri cittadini. Purtroppo, la stragrande maggioranza delle volte, i paesi scelgono di proseguire con il pagamento dei debiti accumulando risorse tramite l'imposizione di misure di austerità che colpiscono duramente la popolazione e creano situazioni di disuguaglianza sociale sempre più insostenibili.

È quello che è successo e sta succedendo, ad esempio, in Grecia: l'indebitamento verso paesi ed istituzioni estere del paese ellenico ha portato a gravi tensioni sociali e scontri tra la popolazione e le forze dell'ordine, in un clima di sfiducia generale verso una classe politica che non riesce a liberarsi dal giogo dei poteri forti e da un debito in gran parte creato in maniera illegale e non negli interessi della popolazione stessa. Mentre misure di durissima austerità vengono applicate alla popolazione greca, è stato lasciato campo libero agli investitori stranieri che si stanno appropriando di larghe parti dei Beni Comuni greci a prezzi stracciati..

Esiste, nel mondo dell'economia, un tipo di debito di Stato che, essendo nato dal perseguimento di interessi di piccole parti della popolazione e non della popolazione nel suo insieme, è ripudiabile da parte dei governi nazionali: si tratta del cosiddetto "debito immorale" o "debito odioso".

Un celebre caso di applicazione pratica di questo concetto è stato il rifiuto da parte degli Stati Uniti di riconoscere i debiti contratti da Saddam Hussein in Iraq anteriormente all'insediamento del nuovo regime che ha seguito la guerra svoltasi nel paese mediorientale in seguito ai fatti dell'11 settembre.

Un altro caso, forse meno famoso ma molto più importante per la sua dinamica di svolgimento, è quello dell'Ecuador di Rafael Correa.



Rafael Correa è divenuto Presidente dell'Ecuador nel 2006 con una larga vittoria elettorale dovuta, oltre che al suo carisma e alla sua preparazione in campo economico e politico, anche ad un avvenimento dalla forte carica simbolica che lo ha visto protagonista: durante il governo precedente al suo insediamento, nel 2005, mentre era Ministro dell'Economia, si è rifiutato di accettare le imposizioni della Banca Mondiale che avrebbero gravato pesantemente sulla popolazione ecuadoriana per ripagare i debiti esteri del paese, preferendo dimettersi e perdere la sua carica piuttosto che imporre misure ingiuste alla popolazione. Questo ha convinto il popolo dell'Ecuador della bontà delle intenzioni di Correa, e lo ha portato ad una vittoria schiacciante nelle successive elezioni.

Una volta insediato, Correa ha intrapreso una serie di azioni forti contro il giogo economico che era stato imposto sul suo paese da Banca Mondiale e FMI, espellendo i rappresentanti delle due istituzioni come "persone non gradite" ed istituendo, dietro richesta delle organizzazioni sociali del paese, una commissione di controllo del debito logistico dell'Ecuador, composta da eminenti economisti internazionali e da membri di 4 organi statali ecuadoriani.

La Commissione ha lavorato a lungo per analizzare i debiti contratti dal paese e stabilire la loro legittimità: i risultati, condivisi in maniera chiara ed esauriente con la popolazione, hanno dimostrato che larga parte del debito pubblico ecuadoriano, per il cui ripagamento venivano spesi ogni anno miliardi di dollari sottratti alle spese di sanità, educazione, cultura, infrastrutture, era illegittimo, illegale e contrario alla Costituzione del paese. L'Ecuador ha quindi proceduto a ripudiare questi debiti con istituzioni internazionali e paesi esteri, avendoli riconosciuti come debiti odiosi.

Del processo di analisi del debito ecuadoriano da parte della commissione di controllo del debito parla anche Debtocracy, il documentario greco del 2011 che si è occupato della crisi greca, delle sue origini e del ruolo svolto dal sistema del debito nella sua creazione: vi proponiamo di seguito un frammento del documentario, quello che si occupa delle vicende dell'Ecuador di Rafael Correa:



Liberato dalle catene del debito odioso, il paese ha potuto ricominciare ad investire i proventi delle sue risorse naturali nel miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Come ha dichiarato lo stesso Correa, "l'Ecuador non è più in vendita".

C'è molto da imparare da questo piccolo paese sudamericano: basta avere il coraggio di schierarsi dalla parte del proprio popolo e l'onestà di rifiutare i lauti guadagni – per ristretti e ben determinati gruppi di persone – promessi dai potentati economici per cominciare un circolo virtuoso mirato al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione nel suo insieme, abbandonando la triste logica del profitto ad ogni costo perseguita dall'Occidente a spese dei popoli di tutto il resto del mondo.

Come CETRI-TIRES riteniamo che sia fondamentale creare commissioni di controllo del debito, simili a quella voluta da Correa, in tutto il mondo, a partire proprio dal nostro paese, l'Italia, per individuare – e sanzionare in maniera adeguata – i responsabili dell'inumano meccanismo del debito come strumento di controllo neoimperialista, che, ogni giorno di più, minaccia la vita e la salute di miliardi di persone in tutto il mondo e favorisce la depauperazione delle risorse naturali e dei Beni Comuni globali fondamentali per la vita del genere umano sul nostro pianeta.

http://cetri-tires.org/press/2013/rifiutare-il-debito-odioso-lesempio-dellecuador-di-rafael-correa/?lang=it

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