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Farmaci - Integratori alimentari: si o no? 2

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I cibi che mangiamo sono carenti di nutrienti.

Di Susanna Berginc

Il
discorso sulla vitalità degli alimenti si può fare anche per la carne:
manzi, polli, pesce d’allevamento vengono foraggiati con farine
animali (ricavate talvolta da triturazioni di bestie morte in seguito a malattie)
miscelate con oli minerali anche esausti e con medicinali scaduti. Se
poi aggiungiamo l’adrenalina che scorre a fiumi nelle loro vene al
momento del trasporto e poco prima della morte (nociva se presente in
alte quantità nel nostro organismo), l’antibiotico per preservarli
dalle malattie e gli ormoni per gonfiarli d’acqua e farli crescere a
poco prezzo, ci possiamo fare un’idea più precisa del perché sempre
più persone scelgono proteine vegetali, o perlomeno prediligono carne
biologica.

Anche
le combinazioni alimentari sono importanti: proteine e amidi digeriti
assieme causano fermentazioni e processi putridi che certamente non
giocano a nostro favore per l’assimilazione dei nutrienti.

Ma
consideriamo anche una situazione ideale: ortaggi e frutta biologici,
raccolti e trasportati in brevissimo tempo, preparati con arte e
consumati crudi nel pieno rispetto delle combinazioni alimentari. A
questo punto gli alimenti introdotti devono fare i conti con il nostro
sistema digerente: intolleranze alimentari (che irritano le mucose
dell’intestino, diminuendo notevolmente la capacità di assorbimento
delle vitamine), intestino irritato o con flora batterica decimata (per
cause iatrogene, cioè a seguito di assunzione di medicinali), organi
digestivi la cui funzionalità è diminuita a causa dello stress.

Alla
fine, da un ipotetico valore 100 di partenza come potere nutritivo, ne
resta 15, forse 20 (fermo considerando che,,,, nel caso di alimenti
d’origine biologica, il valore è indubbiamente più alto).

Questi
presupposti sono tra le cause che hanno portato ad un notevole aumento 
di alopecie, problemi alla pelle, influenze, bronchiti,
depressioni, nevrosi, isteria, otiti, emorragie, insonnie,
congiuntiviti, anemie ed altro ancora.

Per
darvi un esempio concreto, buona parte delle bronchiti ricorrenti dei
bambini si potrebbero evitare fornendo loro una sufficiente dose di
betacarotene, precursore della vitamina A ma senza controindicazioni (a
basso dosaggio). Infatti in inverno il loro organismo ne consuma il
quadruplo, ed è essenziale per prevenire infezioni, al pari della
vitamina C.

Ed
ancora: la depressione e/o stanchezza post-partum sono molto minori se
la neo-mamma ha l’accortezza di integrare la sua alimentazione con le
vitamine del complesso B, con un buon dosaggio di B1. In molti stati
europei è prassi comune dare tali integratori alle partorienti evitando
loro momenti veramente difficili, soprattutto per le pluripare.

 
 
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