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Alimentazione Grassi protettivi

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Meglio mangiare quelli utili che farne a meno.
-
2014

LM&SDP
Togliere i grassi dalla dieta non è tutto per proteggere la salute di cuore e arterie ma, secondo uno studio, è importante che si assumano cibi contenenti fibre e sostanze naturali integrali come l’olio d’oliva, i cereali, la frutta fresca e secca e le verdure. Questa scoperta spiegherebbe anche il perché una sola dieta che bandisca i grassi possa sì ridurre il colesterolo, ma non riduca i tassi di morte per eventi cardiovascolari.

A condurre lo studio revisionale, pubblicato sul The American Journal of Medicine, sono stati i ricercatori dell’University of Arizona College of Medicine e della Northwestern University dott. James E. Dalen e dott. Stephen Devries che hanno analizzato i dati relativi agli studi sull’impatto della dieta sulle malattie cardiache a partire dal 1957 fino a oggi, coprendo così la bellezza di 57 anni di ricerca.
I risultati dell’analisi hanno permesso di scoprire che, in generale, coloro che avevano adottato una dieta che prevedesse l’apporto di cibi integrali, anziché limitare l’assunzione di grassi, avessero beneficiato di una maggiore riduzione di morte per disturbi cardiovascolari.

«Quasi tutti gli studi clinici negli anni ‘60 , ‘70 e ‘80 vertevano sul confronto di diete normali con quelle caratterizzate da una bassa assunzione di grassi totali, basso contenuto di grassi saturi, colesterolo basso e un aumento dei grassi polinsaturi – spiega il coautore dello studio James E. Dalen – Queste diete hanno fatto ridurre i livelli di colesterolo. Tuttavia, esse non hanno ridotto l’incidenza di infarto miocardico o morte per malattie coronariche».

Analizzando con attenzione gli studi e le sperimentazioni dal 1957 a oggi, i ricercatori hanno trovato che la dieta integrale, e in particolare le diete in stile mediterraneo, sono efficaci nel prevenire le malattie cardiache, anche se non possono abbassare il colesterolo LDL (quello “cattivo”).
Una caratteristica della dieta mediterranea, per esempio, è quella di contenere pochi grassi animali e grassi saturi, mentre favorisce l’assunzione di grassi monoinsaturi che si trovano in frutta secca e olio extravergine di oliva.

«La potenza di combinare singoli alimenti cardioprotettivi è notevole, e forse anche più forte di molti dei farmaci e le procedure che sono state al centro della cardiologia moderna – spiega nell’articolo dell’AJM il coautore Stephen Devries della Divisione di Cardiologia, Northwestern University – I risultati degli studi sottolineano come la riduzione dei grassi alimentari fosse una delusione, spingendo gli studi successivi che incorporano un approccio a una dieta integrale con una raccomandazione più sfumata per l’assunzione di grassi».

Sulla base dunque dei dati provenienti da diversi autorevoli studi i ricercatori ritengono che incoraggiare l’assunzione di determinati gruppi di alimenti, invitando le persone a diminuire l’assunzione di altri, è più cardioprotettivo e in generale aiuta meglio a prevenire le malattie cardiache rispetto a una dieta povera di grassi. Incoraggiare pertanto il consumo di olio d’oliva rispetto a burro e panna, e aumentare al contempo la quantità di verdure, frutta, cereali integrali, noci e pesce promette di essere più efficace come dieta.

«Gli ultimi 50 anni di epidemiologia e studi clinici hanno stabilito un chiaro legame tra dieta, aterosclerosi ed eventi cardiovascolari. Gli interventi nutrizionali hanno dimostrato che un approccio “dieta integrale” con uguale attenzione a ciò che viene consumato, così come ciò che è escluso, è più efficace nella prevenzione delle malattie cardiovascolari rispetto alle dieta con un basso contenuto di grassi e colesterolo», conclude il dottor Dalen.

http://www.lastampa.it/2014/02/10/scienza/benessere/alimentazione/dieta-integrale-molto-meglio-per-il-cuore-che-non-pochi-grassi-xfHH3etftbw6JLUbevq3jO/pagina.html


 
 
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