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Viaggi Viaggi salutari

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Allungano la vita!
-
2013

Viaggiare è la migliore medicina
Secondo uno studio le persone che fanno spesso viaggi di piacere pare siano meno a rischio morte per infarto e di sviluppare la depressione. I viaggi, poi, farebbero bene anche alla salute del cervello tenendo a bada il declino cognitivo e la demenza

Viaggiare per piacere, o andare in vacanza vi di casa, pare faccia bene sia al fisico che alla mente. Foto: ©photoxpress.com/Aliaksandr Zabudzko

LM&SDP
Una medicina insolita, ma a quanto pare efficace: viaggiare.
L’abitudine di prendersi delle pause di piacere, viaggiando, secondo uno studio è un buon modo per allungare la vita, ridurre il rischio d’infarto (o altri eventi cardiovascolari) e di depressione promuovendo allo stesso tempo la salute del cervello.

Gli amanti dei viaggi di piacere possono dunque essere più tranquilli di chi invece non mette mai fuori il naso dalle mura di casa o dal proprio luogo di residenza. I vantaggi del viaggiare si mostrano in benefici sia a livello fisico che mentale e cognitivo – dove esplicano gli stessi effetti del risolvere cruciverba o visitare musei.

Lo studio, a cura della Global Commission on Aging and Transamerica Center for Retirement Studies, in partnership con l’U.S. Travel Association, ha per esempio trovato che le donne che andavano in vacanza o facevano un viaggio di piacere soltanto ogni 6 anni o meno avevano un rischio significativamente più elevato di essere vittime di un infarto o morte coronarica, rispetto alle donne che andavano in vacanza almeno due volte l’anno.
Per quanto invece riguarda gli uomini che non si prendevano almeno una vacanza annuale, lo studio ha mostrato che avevano un rischio del 20% più elevato di morte per tutte le cause e circa un 30% maggiore rischio di morte per malattie cardiache.

Secondo gli esperti, i benefici del viaggiare sono quasi immediati: dopo soltanto un giorno o due di vacanza l’89% dei partecipanti allo studio ha visto significativi cali dello stress. Situazione che ha indubbi benefici sia a livello fisico che mentale.
I risultati restavano positivi per coloro che fanno viaggi e vacanze con più frequenza anche dopo averli aggiustati per fattori confondenti come il livello di reddito, la condizione sociale, le condizioni di salute preesistenti e altri ancora.

Chi al momento non può permettersi di viaggiare, ha dichiarato che sogna di farlo una volta giunto in pensione. I tipi di viaggi che hanno mostrato avere un maggiore impatto sull’interesse delle persone sono quelli fatti con i famigliari o gli amici. Ma, alla fine, l’importante è prendere il volo – almeno ogni tanto.

http://www.lastampa.it/2013/12/23/scienza/benessere/viaggiare-la-migliore-medicina-5Zo80eW2Ne33By0njwZmWI/pagina.html


 
 
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