Home page Biospazio.it Informazioni Links Iscriviti Test Argomenti
 Libro 
 

La Dieta Top Energy

Anche come Ebook

 

 Facebook 
 
 

 Test 
 
 

 Annunci Google 
 
 

 Iscriviti 
 

Sei interessato alle medicine complementari? Iscriviti al sito per ricevere la newsletter.

 

 Menu 
 
· Home
· Argomenti
· Test
· Iscriviti
· Links
· Info
 



 
Fisiologia Mangiare di meno rallenta l'invecchiamento del cervello

Versione stampabile Segnala ad un amico

Trovata la molecola anti invecchiamento: si attiva con poche calorie. I ricercatori: «L' obiettivo è trovare il modo di farla agire senza sottoporsi a una dieta ferrea» --
Dic 2011

MILANO - Troppe calorie nel menu quotidiano «invecchiano» anche il cervello. Insomma, studio dopo studio la scienza conferma che il segreto di lunga vita in buona salute è proprio nello stile di vita a tavola. Ed è stata scoperta addirittura una molecola che protegge i neuroni dall' invecchiamento. Una molecola attivata proprio se si mangia meno. Quanto meno? Oggi si può dire: un 30 per cento delle calorie vanno lasciate nel piatto. Quasi un terzo di quelle consigliate come normali in base al tipo di attività che si svolge. In altre parole, chi deve assumere 2.000 calorie le riduce a 1.400. È già stato individuato da studi precedenti (pubblicati su Science e Nature ): quelli che hanno collegato la longevità cellulare a una dieta ipocalorica. La molecola anti aging cerebrale l' hanno scovata ricercatori italiani. Dell' università Cattolica di Roma. La molecola si chiama Creb1, viene attivata da una dieta a basso contenuto calorico e funziona da direttore d' orchestra accendendo altri geni importanti per la longevità e per il buon funzionamento del cervello.

Lo studio è stato condotto dall' équipe di Giovambattista Pani, dell' Istituto di Patologia generale diretto da Achille Cittadini, in collaborazione con l' équipe di Fisiologia umana guidata da Claudio Grassi. Ed è stato pubblicato su Proceedings of the national academy of sciences Usa ( Pnas ). «L' obiettivo ora - commenta Pani - è trovare il modo di attivare Creb1, per esempio attraverso nuovi farmaci, anche senza doverci sottoporre a una dieta ferrea.

La restrizione calorica è stata per noi più che altro un espediente sperimentale per scoprire e accendere un circuito protettivo del cervello che coinvolge Creb1 e altri geni responsabili della longevità, le sirtuine (Sirt)». In verità l' osservazione, negli ultimi anni sempre più avvalorata da numerosi risultati sperimentali, aveva già collegato l' obesità ad un rallentamento e ad un invecchiamento precoce delle funzioni del cervello. Così come avviene con malattie tipiche della terza età, dalla demenza senile al Parkinson. Al contrario, la restrizione calorica (nella giusta misura) mantiene giovane il cervello. Lo rende più attivo. Ma i «pulsanti» molecolari che governano gli effetti positivi della dieta sul cervello erano finora ignoti.

La molecola individuata dal gruppo di scienziati della Cattolica apre più di uno spiraglio. Non a caso Creb1 regola normalmente importanti funzioni cerebrali come la memoria, l' apprendimento e il controllo dell' ansia. E la sua attività diminuisce, o viene compromessa, proprio dall' età che avanza. «I neuroni - spiega Grassi - comunicano tra loro mediante giunzioni specializzate, le sinapsi, la cui funzione è essenziale non solo per la trasmissione delle informazioni nelle reti neurali, ma anche per il loro immagazzinamento (formazione dei ricordi). La corretta funzione delle sinapsi è, quindi, determinante per l' apprendimento e la memoria. Mente le alterazioni delle sinapsi sono alla base del declino cognitivo che si osserva nella malattia di Alzheimer e in altre forme di demenza.

La restrizione calorica, come abbiamo visto e dimostrato, potenzia la capacità delle sinapsi di memorizzare le informazioni. Tale azione benefica è proprio mediata da Creb1». In topi in cui è stata bloccata Creb1 nelle aree cerebrali deputate alle funzioni cognitive, i benefici della restrizione calorica sul cervello (miglioramento della memoria, eccetera) non si verificano. L' animale, nonostante la dieta, presenta gli stessi deficit dell' animale supernutrito. È la prova del 9.

Mario Pappagallo

http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/20/Mangiare_terzo_meno_mantiene_giovane_co_8_111220033.shtml


 
 
 Login 
 
 Nickname
 Password
 Ricordati di me


Non hai ancora un account?
REGISTRATI GRATIS.
Come utente registrato potrai sfruttare tutti i servizi offerti.
 

 Link Correlati 
 
· Per saperne di più su Fisiologia
· Ultime news


Articolo più letto su Fisiologia:
Come curare la Candida?

 

© Copyright by Biospazio.it - Site by SCC online