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Alimentazione Mele contro le malattie autoimmuni

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Il consumo quotidiano di mele, con buccia, potrebbe prevenire infiammazioni intestinali, coliti ulcerose, morbo di Crohn e altre malattie autoimmuni. (Se non hanno sostanze chimiche sulla buccia NdR)
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Dicembre 2011

Ebbene sì, lo dicevano i nostri nonni, lo ripetiamo spesso anche noi, ma è realmente attendibile il detto “una mela al giorno toglie il medico di torno?”. Secondo una recente ricerca condotta dalla Montana State University, sì, è vero. Ma non è tuttavia vero che basta mangiare la mela così come siamo soliti consumarla: prerogativa fondamentale, infatti, è che si mangi anche la buccia oltre al resto del frutto. Gli antiossidanti presenti nella buccia, poi, sembrano essere molto utili alle persone affette da infiammazioni intestinali.

La quantità di polifenoli presenti nella mela sembrano essere in grado di sopprimere le cellule T e migliorare le coliti. Questo, per lo meno, è quanto hanno potuto notare gli studiosi conducendo la ricerca su modello animale.
Le cellule T sono molto importanti e la loro presenza nel sangue svolge un ruolo chiave nel sistema immunitario che diventa così in grado di combattere efficacemente malattie o sostanze nocive.
Ma questo studio dimostra anche il ruolo delle cellule T nelle malattie autoimmuni. Il consumo quotidiano di mele con buccia potrebbe quindi rivelarsi utile nel prevenire infiammazioni intestinali, coliti ulcerose, morbo di Crohn eccetera.

«Molte persone con colite utilizzano alcuni integratori alimentari per completare le terapie convenzionali, ma la maggior parte delle informazioni sugli effetti sulla salute relativi alla medicina complementare rimane aneddotica – spiega David W. Pascual, ricercatore del Dipartimento di Immunologia e Malattie Infettive presso il Montana State University di Bozeman – Inoltre, poco si sa su come funzionano queste terapie, se funzionano o meno. I nostri risultati mostrano che un prodotto naturale che si trova nella buccia della mela può sopprimere l’infiammazione del colon contrapponendosi alle cellule T infiammatorie al fine di migliorare la resistenza contro le malattie autoimmuni».

Per arrivare a tali conclusioni, i ricercatori hanno utilizzato un modello di colite indotta chimicamente attraverso l’utilizzo del DSS (Destrano sodio solfato).
Hanno poi suddiviso i topi in due gruppi, fornendo al primo solo placebo e all’altro polifenoli derivanti dalla buccia di mela. Il trattamento terapeutico veniva svolto quotidianamente.
Dai risultati è emerso che i topi che assumevano i polifenoli non sviluppavano la colite.
Anche nei topi privi di linfociti T, l’assunzione di polifenoli di mela proteggeva contro la colite reprimendo anche le citochine pro-infiammatorie. Questo ha portato i ricercatori a pensare che i polifenoli proteggono l’individuo attraverso la soppressione delle cellule T attivate.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Leukocyte Biology, ancora una volta mette in evidenza come spesso vi siano sostanze naturali e semplici tra quelle più efficaci nel mantenimento della buona salute.
[lm&sdp]


 
 
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