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Fisiologia Il segreto dei capelli grigi

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E' il perossido di idrogeno a schiarire le ciocche, rendendole argentate.

La L-metionina, un antiossidante, potrebbe essere la panacea contro la decolorazione
di SARA FICOCELLI

SUI capelli grigi è stato detto, pensato, scritto di tutto. Si è ipotizzato che dipendessero dallo stress, dalla dieta, dai geni, dall'insonnia, dalla paura, dalle droghe, dall'inquinamento. C'è chi sostiene che a staccarne uno ne spuntano fuori altri dieci. A metter fine al pandemonio diagnostico ci ha pensato la Federation of American Societies for Experimental Biology (FASEB) con uno studio ad hoc sul più temuto nemico della nostra capigliatura: il capello bianco.

Secondo la ricerca, condotta dal biologo Gerald Weissmann, è il perossido di idrogeno prodotto dal nostro corpo, e componente primo dell'acqua ossigenata, a schiarire le ciocche rendendole argentate. Secondo gli studiosi ci sarebbe dunque la possibilità di trattare i capelli grigi a livello biochimico e molecolare. "Questa scoperta apre nuove finestre sulla prevenzione e sulle possibilità di inversione del processo di invecchiamento", spiega Weissmann, direttore della rivista ufficiale della FASEB, che ha pubblicato la scoperta.

La scena del crimine è il cuoio capelluto. L'accumulo massiccio di radicali liberi avviene a causa di ciò che mangiamo e del quotidiano processo di lavatura e asciugatura dei follicoli, fattori che a lungo andare possono bloccare la produzione di melanina, il nostro pigmento naturale. Altra concausa, la carenza di antiossidanti, in primis la catalasi, riscontrata in quantità ridotta su pazienti affetti da vitiligine, una malattia che provoca la depigmentazione della pelle.

Secondo il tricologo Giovanni Sportelli, la combinazione di questi due fattori, ossia l'aumento dei radicali liberi e la riduzione dell'enzima della catalasi, può portare alla decolorazione dei capelli. "Il nostro metabolismo produce naturalmente radicali liberi come il perossido: ad aumentarne la quantità possono essere vari fattori, dallo stress all'alimentazione. La carenza di enzimi antiossidanti può essere anche di origine genetica".

"Non solo i biondi cambiano colore di capelli - continua Weissmann - tutte le cellule che compongono la nostra chioma producono una minuscola quantità di perossido di idrogeno, che però aumenta quando invecchiamo. Noi stessi scoloriamo il pigmento dei nostri capelli dall'interno, e via via essi diventano prima grigi e poi bianchi. La ricerca rappresenta un importante primo passo per arrivare alla radice del problema".

Dodici studiosi provenienti da università tedesche e britanniche hanno sezionato e studiato i follicoli dei capelli di uomini e donne, sottoponendo i campioni a vari trattamenti chimici e poi osservandone gli effetti al microscopio. Dalle analisi è risultato che l'antiossidante L-metionina, un amminoacido essenziale, potrebbe essere la giusta cura contro la progressiva decolorazione, ma gli scienziati preferiscono mantenere prudenza sull'efficacia di questa soluzione. La sostanza viene già ampiamente commercializzata in combinazione con vitamine per la cura della fragilità dei capelli e può essere assunta consumando cereali e soia (abbinamento tipico dei Paesi orientali, dove in effetti le persone conservano i capelli scuri più a lungo).

Malgrado la giornalista americana Anne Kreamer abbia di recente pubblicato un libro sul fascino dei capelli grigi, gli occidentali sono duri a convincersi, e al "sale e pepe" preferiscono una colorazione artificiale. Circa due terzi delle donne americane copre i capelli bianchi, in Italia lo fa il 75% degli over 40, senza particolari distinzioni tra uomini e donne.

Non è detto che la tintura sia l'unica soluzione. Pare infatti che sia stata scoperta una molecola, la K(D)PT, capace di contrastare l'incanutimento attraverso la stimolazione della pigmentazione nel follicolo pilifero. Le Università di Manchester e di Lubecca hanno creato in laboratorio una molecola simile all'ormone che produce la melanina, impiantandola su uomini e donne tra i 45 e 65 anni. Il risultato è stato positivo e la pigmentazione di queste persone è di fatto aumentata. I più restii a farsi trattare potranno invece prendere esempio dalla splendida 62enne Helen Mirren, che con la sua interpretazione in The Queen ha vinto di tutto. E non ha mai pensato di rivedere il suo look argento.
www.larepubblica.it


 
 
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