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Editoriali La casta bianca

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Un libro di denuncia sulla sanità pubblica
Un sistema malato, che peggiora di anno in anno. Corrotto in ogni piega, inquinato in ogni angolo. Assediato da truffe, ruberie, scandali e malversazioni. Dove ogni azione, dalla prescrizione di un farmaco alla richiesta di un ricovero, dalla scelta di un'analisi clinica all'assegnazione di un posto all'ospedale, risponde alla pura e semplice logica del business, piuttosto che alla cura e alla tutela del paziente.

Viaggio tra i dissesti del Sistema sanitario nazionale, un bene prezioso, un tempo tra i migliori d'Europa, oggi ammalato di una "lottizzazione politica che ha le caratteristiche di un cancro", che si diffonde e avanza con la complicità di una "casta bianca", fatta di medici, amministratori, case farmaceutiche, partiti e Regioni.

Dieci anni dopo "Camici e pigiami", Paolo Cornaglia Ferraris, pediatra genovese che con quel libro-scandalo mise a nudo il "sistema" che stava corrompendo (con la complicità dei medici) la sanità italiana, torna a denunciare quanto accade tra le corsie degli ospedali e negli ambulatori delle Asl, ma anche nelle segreterie dei partiti e nelle anticamere dei ministeri.

Qui regna appunto "La casta bianca", (edito da Mondadori, dal 14 ottobre in libreria), e l'inchiesta parte dalle truffe sui ricoveri (la cui durata non sarebbe decisa in base alle esigenze del malato, ma sulla base dei rimborsi delle Regioni), svela i meccanismi di corruzione dell'industria del farmaco, per arrivare all'inestricabile parentopoli che governa le facoltà di Medicina e i Policlinici universitari.

Un vero attacco a quel sistema Sistema Sanitario Nazionale che sarebbe ancora "una grande risorsa per l'Italia - dice Cornaglia Ferraris - con 13mila ricoveri in ospedale ogni anno, oltre 79 milioni di giornate di degenza, 4 milioni e 700mila interventi chirurgici, 1337 strutture ospedaliere pubbliche e private". "Ma questa straordinaria rete, che dal dopoguerra ad oggi ha portato la salute a milioni di persone, ha ridotto ai minimi storici la mortalità infantile, ha conquistato impensabili vittorie contro il cancro, è ormai divorata da un gruppo di potere - aggiunge Cornaglia Ferraris, oggi medico dei bimbi figli degli immigrati clandestini - che in nome di due "principi", denaro e carriera, sta sfasciando tutto".

Ed è al sofisticato meccanismo del fare denaro rubando soldi pubblici che Cornaglia Ferraris dedica uno dei capitoli più interessanti di questo viaggio (allucinante) nei mali della Sanità italiana. Tutto ruota attorno ai rimborsi dei ricoveri e delle prestazioni che gli ospedali o le strutture convenzionate ottengono dalle Asl. Basta falsificarne il numero o moltiplicarne la quantità, al di là delle reali esigenze del paziente, per ottenere flussi di denaro a volte incredibili, come nel recente scandalo della clinica "Villa Pini" di Chieti. Le truffe sono note, eppure reiterate. Spiega Cornaglia Ferraris: "Le tariffe sono diverse a seconda del tipo di ricovero. Quelli con dimissione in giornata o con una sola notte valgono poco. Quelli con due o più notti valgono di più. Dopo un certo numero di giorni, che si chiama valore soglia, scatta un aumento giornaliero che non conviene quasi mai. Ecco svelate le ragioni per cui spesso, dopo dieci giorni, vi buttano fuori, oppure vi dimettono, e vi ricoverano il giorno dopo, un'altra volta".

Il tutto navigando in quella zona grigia di leggi e norme dove l'abuso può essere mascherato da prestazione regolare.

Cornaglia passa poi ad analizzare un altro grande "malaffare" consumato sulla pelle dei pazienti: le prescrizioni (drogate) di farmaci, che il medico somministra seguendo proprie logiche di mercato (regali, premi, tangenti) piuttosto che il reale bisogno dei malati. "Il 60% degli antibiotici viene assunto senza che ce ne sia reale bisogno". Sistema diffuso e corrotto, di cui Big Pharma (il cartello delle multinazionali della farmaceutica) è l'esempio eclatante. "L'investimento maggiore di Big Pharma - scrive Cornaglia - non va in ricerca e sviluppo, bensì in marketing e amministrazione". E citando uno studio americano che mette in luce i rapporti con l'industria aggiunge: "L'83% dei medici riceve pasti gratuiti, il 78% campioni di farmaci, il 35% riceve rimborsi per le spese di partecipazioni a convegni, il 28% percepisce onorari per conferenze o per l'arruolamento dei pazienti nei trial", ossia nei gruppi di sperimentazione dei farmaci.

La situazione italiana sarebbe di poco dissimile, e Cornaglia cita una seconda ricerca (made in Italy) in cui "sono state valutate le prescrizioni di alcuni farmaci prima e dopo che un certo numero di medici era stato invitato a convegni in lussuosi alberghi". Senza parlare della pubblicità che porta all'assunzione di farmaci inutili, la ricerca sponsorizzata, e il lucrosissimo mercato dei brevetti.

Un business enorme, una piaga che si allarga. Perché a tutto questo, presente anche in altri paesi, in Italia si aggiunge la lottizzazione dei partiti, della Chiesa e, addirittura, della Massoneria. I soldi della Sanità vogliono dire infatti appalti, posti di lavoro, carriere nelle aziende ospedaliere, cattedre all'università. E dall'analisi dei "poteri in campo", agli alberi genealogici delle famiglie che di padre in figlio, di parente in parente si tramandano i posti nei policlinici e nelle facoltà di Medicina, attraverso concorsi truccati e dottorati ad personam, ci si sente alla fine di questo viaggio intrappolati in una ragnatela in cui il paziente conta poco o niente.

"Questo non vuol dire che in Italia non ci siano aree sane, professionisti eccellenti - conclude Cornaglia Ferraris, che dopo l'uscita del libro 'Camici e pigiami' venne licenziato dall'ospedale Gaslini di Genova - eppure noi oggi rischiamo di perdere un sistema sanitario pubblico buono come quello che ci siamo conquistati negli ultimi 40 anni. L'allarme è forte, bisogna che la gente se ne renda conto. Per questo ho creduto fosse giusto raccontare la parte malata del sistema e non quella sana".
www.repubblica.it

(13 ottobre 2008)


 
 
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