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Farmaci Perché il cuore rischia

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La pillola di terza generazione causa l'infiammazione dei vasi, aumentando il rischio di malattie circolatorie



Le pillole anticoncezionali di terza generazione a base di progestinici potrebbero accrescere il rischio di infarti, embolie e di altre malattie cardiovascolari in chi è già predisposto. È il risultato delle prime ricerche sugli effetti collaterali dei Coc (contraccettivi orali combinati), che in Italia sono assunti oggi dal 94 per cento delle donne che fanno uso di anticoncezionali orali. Si tratta di farmaci considerati vantaggiosi per l’elevato grado di tollerabilità, ma sospetti d'indurre complicanze circolatorie già dal 1995.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Obstetrics & Gynecology, è stato condotto dall’Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) di Burlo Garofolo di Trieste, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e tecnologie biomediche dell’Università di Udine e del Drexel University College. I ricercatori hanno esaminato il sangue di 277 donne non obese, tutte tra i 18 ed i 30 anni. Di queste, 77 assumevano Coc da almeno due mesi. Sebbene questo tipo di contraccettivi non provochi un aumento dell’aminoacido omocisteina, uno dei parametri che i ginecologi monitorano più frequentemente, le analisi mostrano che il sangue dei soggetti a trattamento farmacologico conteneva una più elevata concentrazione di linfociti e il quadruplo di proteine C-reattive (Crp) (i linfociti sono cellule immunitarie e segnalano un generale processo di difesa in atto nell’organismo, mentre le Crp indicano, in questo caso, un più specifico stato d’infiammazione).

Questo suggerisce che i principi attivi dei progestinici (per esempio desogestrel e gestodene), provochino infiammazioni permanenti, che a loro volta facilitano l’insorgere di malattie del cuore e dei vasi: “I biomarcatori che abbiamo preso in considerazione”, spiega Secondo Guaschino, direttore della Clinica Ostetrico-Ginecologica del Burlo, “sono associati al danno dell’endotelio, il rivestimento interno dei vasi sanguigni. Se le pareti dell’endotelio non sono perfettamente lisce e regolari, s’innescano reazioni di difesa che possono provocare infiammazioni e malattie cardiovascolari”. La maggiore concentrazione di Crp e linfociti correlata all’assunzione di Coc suggerisce quindi un rischio più elevato di ammalarsi. I ricercatori stessi sottolineano comunque che i possibili rischi legati all'utilizzo di questi farmaci sono ancora oggi di gran lunga inferiori ai benefici, primo fra tutti evitare una gravidanza quando le condizioni di salute non siano idonee o le donne non desiderino una gravidanza in quella data fase della loro vita. (l.d.p.)

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