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Fisiologia Convertirsi a vita sana rallenta invecchiamento cellule

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Migliora la riparazione del DNA

Per riportare indietro le lancette dell'orologio basta fare movimento, praticare tecniche di anti-stress e, soprattutto, ripulire il frigo dai cibi 'spazzatura'. Vita semplice e attiva, relax e menu sano possono, infatti, favorire l'aumento dei livelli di un enzima-scudo, vitale per proteggere le cellule dai danni legati all'invecchiamento. E la buona notizia è che basta 'convertirsi' a questa nuova igiene di vita, per contare su benefici misurabili. Come hanno sperimentato in prima persona 24 uomini che hanno dovuto adottare un nuovo stile di vita, per uno studio americano pubblicato su 'Lancet Oncology': in media i loro livelli di telomerasi sono aumentati del 29%. La telomerasi è un enzima che permette la ricostruzione dei telomeri (parti terminali di un cromosoma) mancanti, in modo da mantenere integri i cromosomi. Via via che si invecchia, i telomeri si accorciano e le cellule diventano più vulnerabili. Proprio questi danni e la conseguente morte cellulare sono i fattori che causano invecchiamento e malattie nelle persone. Si sa che fumo, pigrizia e obesità sono associati a telomeri più corti della media. Il team di Dean Ornish del Preventive Medicine Research Institute della California ha voluto vederci chiaro, per capire se una rivoluzione che partisse dal piatto per toccare l'intero stile di vita, potesse avere l'effetto opposto. Così i ricercatori hanno chiesto a 30 uomini, tutti con un basso rischio di cancro alla prostata, di partecipare a un trial di tre mesi e sperimentare una rivoluzione totale delle proprie abitudini. Le 'cavie' hanno adottato un menu ricco di frutta e verdura, con integratori di vitamine e olio di pesce, abbinando il tutto a un regime di esercizio fisico regolare, con sedute per imparare a gestire lo stress e tecniche di rilassamento. Ciliegina sulla torta, la pratica regolare degli esercizi di respirazione. La telomerasi dei soggetti è stata misurata all'inizio del trial e poi di nuovo alla fine. Fra i 24 soggetti che hanno accumulato dati sufficienti per l'analisi, si è visto che in media i livelli ematici di questo enzima erano aumentati del 29%. Un fenomeno che è risultato legato alla riduzione del colesterolo cattivo (Ldl), ma anche dei pensieri inopportuni, una spia dello stress. È troppo presto, ammettono i ricercatori, per dire se l'impennata dell'enzima nelle 'cavie umane' si tradurrà in una modificazione della lunghezza dei loro telomeri. Ma alcuni elementi fanno ben sperare. "Potrebbe esserci presto un potente pungolo per motivare molte persone e spingerle a cambiare il loro stile di vita e la loro dieta", concludono gli studiosi.

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