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Editoriali Lo sciopero di allevatori e pescatori

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E' giusto che continuino a ricevere i nostri sussidi?

Allevatori e pescatori, un po' in tutta Europa, si stanno lamentando di non guadagnare abbastanza, e minacciano o mettono in atto scioperi. In realta', quel che e' vero e' che l'industria dell'allevamento e della pesca, che comprende comunque tutta la filiera, non certo solo i singoli allevatori, riceve una quantita' enorme di sussidi, provenienti dalle tasse dei cittadini. E quindi, chi deve davvero protestare sono i consumatori.

Questa pratica e' ingiusta e ingiustificabile, perche' allevamento e pesca sono attivita' devastanti per l'ambiente, provocano enorme sofferenza agli animali allevati (o pescati), e hanno un costo molto alto in termine di salute umana - le cosiddette "malattie del benessere" sono provocate soprattutto da un abuso di grassi e proteine animali e da un consumo troppo basso di vegetali e fibra.

Quel che e' giusto, dunque, e' che i prodotti animali - carne, pesce, latte, uova - al supermercato siano venduti al loro vero valore, che e' decisamente piu' alto di quello attuale, perche' attualmente i veri costi sono falsati dai sussidi dati agli allevatori e pescatori.

In questo modo, i cittadini che vogliono usare i propri soldi per finanziare attivita' distruttive come quella dell'allevamento intensivo e della pesca, potranno farlo direttamente pagando alla cassa del supermercato, ma chi invece vuole fare una scelta piu' razionale e rispettosa di ambiente, animali, salute umana, potra' evitarlo. Oggi invece tutti siamo costretti a finanziare allevatori e pescatori, nonche' tutta la filiera di produzione, attraverso le nostre tasse. E' il singolo cittadino che deve decidere come spendere i suoi soldi, in questo campo, e il prezzo dei prodotti venduti deve quindi rispecchiare il suo vero costo.

Il problema e' anche legato alla questione di cui sta discutendo la FAO: la mancanza di cibo nel mondo. Teniamo conto che il 50% dei cereali e il 90% della soia prodotta nel mondo non vanno a nutrire le persone, ma gli animali d'allevamento, con conseguenti sprechi elevatissimi (per 1 kg di carne di manzo servono 15 kg di vegetali coltivati appositamente, e tanta acqua quanta ne consuma una persona in un anno intero). E' ridicolo puntare il dito sui biocarburanti, che costituiscono una piccolissima porzione delle coltivazioni, chi lo fa lo fa soltanto per non affrontare il problema vero.

Non possiamo piu' permetterci questi sprechi, per di piu' finanziati con le tasse dei cittadini. Dobbiamo tornare a consumi piu' ragionevoli, dobbiamo basare la nostra alimentazione sui vegetali, e il primo passo per andare in questa direzione e' incentivarne il consumo, e disincentivare quello di alimenti animali.

Il NEIC, Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione propone una petizione popolare a livello europeo che chiede di mettere fine a ogni genere di sussidio all'allevamento, alla pesca e alle coltivazioni di mangimi per animali d'allevamento. La petizione ha lo scopo sia di portare avanti questa istanza presso il Parlamento Europeo sia di sollevare questo problema in vari ambiti, per contribuire ad alleviare l'impatto sull'ambiente e la fame nel mondo. Tutti i cittadini europei possono firmare, su carta o on-line dal sito www.nutritionecology.org

NEIC - Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione
www.nutritionecology.org - info@nutritionecology.org
Per contatti diretti, da non pubblicare: 3336705842

Il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (NEIC) è un comitato scientifico interdisciplinare preposto allo studio degli impatti delle scelte alimentari lungo tutta la catena di produzione e consumo del cibo, relativamente alla salute, all'ambiente, alla società e all'economia. In una parola: l'Ecologia della Nutrizione.

Note:

- E' disponibile un dossier di approfodimento dell'iniziativa:
http://www.nutritionecology.org/download/dossier_CAP_it.pdf

- Il testo della petizione è disponibile qui:
http://www.nutritionecology.org/download/petition_it.pdf


 
 
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