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Fisiologia Batteri dallo spazio

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Questi microrganismi vivono sulla
terra da miliardi di anni. Si riproducono in mezz’ora e sono capaci di
modificare il loro Dna per adattarsi a qualsiasi condizione ambientale. Notizie
recenti indicano che nuove varianti di queste specie viventi potrebbero arrivare
giornalmente dallo spazio..

di Luciano Rizzo

La prima notizia:

-Scienziati indiani e
inglesi hanno annunciato, durante il 46th Annual SPIE meeting, a San
Diego, di aver trovato cellule viventi in campioni di aria raccolti a
una quota di 41 chilometri, molto al di sopra della tropopausa (16
chilometri), dove cessa il trasporto verticale di aria. Pertanto non
potrebbero provenire dalla biosfera terrestre.


I campioni di aria
stratosferica sono stati raccolti il 21 gennaio 2001, sotto le più
rigorose condizioni asettiche, da scienziati indiani usando una trappola
criogenica vincolata a palloni aerostatici. Sono stati poi analizzati
presso l'Università di Cardiff. Secondo le prime stime, cadrebbero
quotidianamente sulla Terra trecento chilogrammi di materia vivente.
 


La seconda notizia: 


-Ricercatori
dell'Università Federico II di Napoli hanno prelevato da rocce e
meteoriti batteri antichissimi, diversi da quelli presenti sulla Terra.
I test indicano che questi, appena estratti dalla matrice rocciosa,
riacquistano immediatamente mobilità e funzioni vitali come la capacità
di riprodursi.


Analizzando 50 diversi campioni di rocce
sedimentarie, di minerali, di vetri vulcanici e di altri materiali
solidi naturali, con età comprese tra meno di un milione e 2,3 miliardi
di anni, i ricercatori hanno individuato microbi vitali ("cryms")
straordinariamente resistenti alle più ostili condizioni ambientali,
come temperature estreme o pressioni elevatissime. Infatti  i campioni sono stati
sottoposti decine di volte a temperature superiori ai 500 gradi
centigradi. <<Come chimico ho sempre creduto che la vita oltre i
200 gradi non potesse esistere>>, ha detto il Prof Geraci, uno dei
due ricercatori.


L'esame dei Dna dei "cryms" ha
evidenziato una sostanziale somiglianza con quello dei microbi attuali,
che sono soltanto leggermente più grandi, e una sensibilità simile
agli antibiotici. Sarebbero perciò simili agli "archeobatteri",
le prime forme di vita terrestri, che avevano la capacità di
sopravvivere e proliferare in condizioni ambientali estreme. 


Fin qui le notizie. Ma che importanza
anno questi dati per le Medicine Complementari?


Il primo è un commento di carattere
scientifico generale: la Terra è diventata abitabile 4
miliardi di anni fa. I più antichi batteri scoperti risalgono a 3,9
miliardi di anni fa. Come hanno  fatto
a crearsi dalla materia inanimata in "soli" 100 milioni di
anni? Sembrerebbe più credibile un’”inseminazione” spaziale. Un'ipotesi peraltro
suffragata dalla scoperta di molecole organiche complesse nelle chiome
cometarie e nelle grandi nubi molecolari che si osservano nello spazio
interstellare.


Il secondo commento
riguarda la continua ricerca di molecole chimiche in grado di combattere
questi microrganismi. Se veramente ne arrivano 300 chili al giorno dallo
spazio ci saranno moltissime varianti genetiche. Queste vanno a sommarsi
a quelle che si creano in resistenza agli antibiotici di laboratorio. In
pratica stiamo combattendo una guerra in cui inizialmente possiamo
vincere molte battaglie, ma alla lunga siamo destinati ad una disastrosa
sconfitta.


Da una parte saremo
sempre costretti a ricercare nuove molecole per le nuove varianti
batteriche, sperando di non selezionare mai una variante veramente
“cattiva”.)Ma chi se la sente di rischiare?).


Dall’altra, oltre a
creare batteri sempre più resistenti, stiamo distruggendo enormi
quantità di specie viventi. In questo modo si accorcia la catena
biologica e si creano ambi spazi per specie aggressive e ad alta velocità
riproduttiva. Alla fin fine le nostre possibilità di sopravvivenza
diminuiscono. Usando  le
Tecniche Complementari, invece, si potenziano le nostre difese e non si
altera l’ambiente con nuove molecole, pericolosa fonte di effetti
collaterali. Rendendo più forte il nostro sistema immunitario ci si
rende più “impermeabili” ai microrganismi. Questo risultato a
nostro parere si ottiene soprattutto con le Medicine Naturali. E’
questa la strada da battere nella ricerca dei prossimi anni.



 
 
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