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Fisiologia Il sonno perfetto? Quasi 9 ore

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Stress e vita sociale eccessiva: gli italiani dormono sempre meno
ROMA — Essere così stanchi da desiderare sopra ogni cosa il riposo. Sprofondare di colpo nel mondo dei sogni dopo aver abbandonato la testa sul cuscino. Avvertire invincibile, nel bel mezzo di una riunione, la sensazione delle palpebre che si chiudono e del capo che ciondola. Tre situazioni ben note ai deprivati di sonno. A tutte quelle persone che, per lavoro o impegni sociali, sono obbligati a sottrarre spazio ad una funzione necessaria e imprescindibile per l'organismo.
LA GIUSTA «DOSE» — Sei milioni di italiani vivono in questo affanno, alla continua ricerca del ristoro perduto. Una serie di studi americani hanno dimostrato che in media rispetto a 40 anni fa concediamo 1 o 2 ore in meno a una delle più piacevoli fasi della giornata. Dovremmo stare sotto le lenzuola in media 8 ore e 45 (vale per i giovani maschi sani) invece spesso e volentieri non raggiungiamo le 7. Fermo restando il fatto che poi ognuno di noi ha i suoi personali fabbisogni e c'è chi può andare avanti con quantitativi molto limitati. Qui non si parla di insonnia, cioè dell'incapacità di assopirsi. Ma di una carenza indotta dai ritmi di vita, che si vorrebbe volentieri evitare: «Chi crede che bastino soltanto poche ore si fa del male e non lo sa» avverte Lawrence Epstein, direttore medico del Centro di salute del sonno di Boston. Ci sono dei segnali inconfondibili per misurare il nostro livello di stanchezza: «Di solito prima di addormentarci passano 15 minuti — dice Thomas Roth, specialista all'ospedale di Detroit —. Se succede in un paio di minuti è un pessimo segnale così come la sonnolenza diurna. Un altro test? Preferire un pisolino al sesso». Le conseguenze di questa sorta di scippo possono essere più serie di quanto si immagini. Aumento dell'appetito, tendenza a ingrassare, diabete e depressione sono i rischi a lunga scadenza. Si è visto che chi dorme poco produce meno leptina, l'ormone che comunica al cervello il senso di sazietà, e più grelina, l'ormone collegato allo stimolo della fame. Viene alterato inoltre il sistema dell'insulina e ciò significa tendenza a sviluppare diabete e obesità. Per non contare le ripercussioni sull'umore e lo stress, che dipende dal livello di cortisolo.
ERRORI DA EVITARE — Luigi Ferini Strambi, presidente dell'Associazione italiana medicina del sonno, a novembre, a Milano, il congresso nazionale, conferma. Gli scippati sono in aumento, specie tra i giovani. «Per colmare la mancanza di sonno si cerca allora di rifarsi il giorno, ma non serve perché la qualità del sonno notturno è ben diversa. Dunque evitare quella che viene chiamata sleep buffet, vale a dire l'abbuffata. Il recupero va fatto per gradi, con una serie di accorgimenti». Limitare per quanto possibile le condizioni di vita che obbligano a posticipare l'appuntamento col letto. Non infliggere all'organismo queste «offese» per lungo tempo. Ecco altre due regole utili. Strambi ricorda la classificazione. I brevi-dormitori, ai quali sono sufficienti 4-5 ore. I medi, 7 ore, e i lungo-dormitori 9-10 ore.
Margherita De Bac
10 ottobre 2006


 
 
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